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Abbinare vino e cibo

 

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 Le regole base per non sbagliare

Sappiamo come abbinare vino e cibo? Servono poche regole base per non sbagliare, riuscendo così ad esaltare il sapore degli ingredienti e del vino. Bianchi, rossi, rosati e champagne, ogni vino necessita di essere abbinato con cibi ad hoc.

Accade molto frequentemente che, sia a casa sia al ristorante, ci troviamo in difficoltà quando si tratta di abbinare vino e cibo. Capiamo insieme le regole base per non sbagliare. Con quali pietanze possiamo abbinare il vino rosso? E, invece, il gusto più leggero di un vino bianco, con quali piatti si sposa meglio? Per gustare un calice di vino rosato e di champagne, quale piatto è maggiormente consigliato? Tra la certezza di abbinamenti classici, come la carne con il vino rosso, e altri più azzardati, ovvero la combo, ormai sdoganata, pesce e vino rosso, approfondiamo insieme uno dei quesiti che da sempre accompagna il mondo enogastronomico. Perché azzeccare la combinazione corretta tra vino e pietanza vi farà assaporare meglio ogni boccone, esaltando sensazioni gustative armoniche.

 

Link all’articolo di Margherita Gamba

 

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COME DEGUSTARE IL VINO IN 3 SEMPLICI STEP

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Il maître arriva in sala con una bottiglia di vino in mano e si rivolge al tavolo chiedendo chi assaggia. E voi? Se non volete cadere nell’imbarazzo di aspettare che qualcun altro risponda, preparatevi a seguire i consigli di Mr V, il nostro esperto di vini.

Far girare il vino nel calice

Bentrovati. Il mio nome è Mister V e sono qui oggi per fare in modo che assaggiate il vino con cognizione di causa, la prossima volta che un maître vi verserà il primo bicchiere. Seguite i miei consigli passo per passo per imparare a degustare il vino tra olfatto, vista e gusto.

Prima di iniziare la degustazione, è indispensabile far girare il vino nel calice. Non è puro esibizionismo: ruotare il bicchiere potrebbe sembrare un modo per mettersi in mostra – e fare colpo – ma è davvero importante, almeno per due motivi: bagnare più possibile il bicchiere e ossigenare il vino. Questo vi aiuterà a dare risalto a sapori e odori. Attenzione a non esasperare il movimento: una goccia sulla camicia bianca del vostro partner e saper degustare il vino non vi servirà a niente per fare una bella figura.

Fonte   vai al link dell’articolo

Mister V ed il Nobile di Montepulciano

Lo Shiraz / Syrah -WINERY- di Leonardo Valentini- prima parte

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Lo Shiraz / Syrah: Il racconto  d’una pianta e d’un vino antico, riscoperto nella valle del Rodano  ed esaltato da toscani e siciliani, ma anche da australiani ed africani (del sud). 1^ puntata

La regione di Fars dove i monti Zagros arrivano quasi al Golfo Persico, era nota con il romanico nome di “Ponte della Persia”. L’antico centro commerciale di Persepoli non esisteva più, ai tempi di Traiano ( che ci arrivo’ vicino), ma Shiraz ne aveva preso il posto. Oggi il suo nome è anche quello delle sue uve più nobili. Shiraz, a 1500 metri s.l.m. ma a soli 150 chilometri dal mare, aveva la giusta combinazione di fattori per diventare una località vinicola di successo: condizioni favorevoli per la coltivazione e luogo ideale per servire i mercati del “mare nostrum”, dei regni dei Parti-Sassanidi e della penisola indiana.  Nessuno sa da quanto tempo esistano questi vigneti. E’ possibile che abbiano avuto un’origine indipendente dalla preistoria, oppure che siano le ultime vestigia dell’influenza greca dai tempi di Alessandro Magno.  Al British Museum, c’e’ un bellissimo vaso sassanide del VI secolo d.c., che la dice lunga sull’importanza del vino in Persia, poco prima dell’avvento dell’Islam.: anche a Costantinopoli gradivano quel vino.

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Poi successe l’incidente:  l’unico versetto del Corano su cui si basa la proibizione del vino, fu dettato, secondo la prima tradizione orale, in seguito ad un incidente avvenuto a Medina, mentre i discepoli di Maometto erano riuniti a bere vino dopo una cena. Uno dei seguaci del Profeta, cominciò a recitare una poesia irriguardosa nei confronti della tribù locale, per cui un medinese “permaloso” prese un grande  osso appena sgranocchiato e colpì il commensale ferendolo. Maometto ne fu disturbato e chiese consiglio all’Onnipotente su come mantenere l’ordine tra i suoi discepoli. La risposta fu:” Oh Credenti, il vino ed i giochi d’azzardo, gli idoli e le tavolette divinatorie, sono infamie inventate da Satana. Evitatele, così che possiate prosperare… E cosi’ avvenne. Durante la sua vita, Maometto puniva con quaranta sferzate chi violava la sua proibizione di bere vino.  Le sferzate furono ottanta sotto uno dei suoi successori, Il Califfo Omar. Nel 636 l’esercito arabo conquistò la Persia e tutto il suo vino fu gettato via ( la scena si ripeté nel 1979 quando le cantine degli alberghi di Teheran furono saccheggiate e le loro riserve – ahimè – distrutte).  Ma ancora nell’’800 il poeta bacchico Abu Nuwas diceva che per i persiani il paradiso si chiama Khoullar, alludendo ad un villaggio vicino a Shiraz, che forniva vino ai califfi di Bagdad.  Di quel che avvenne, poi, dello Shiraz, si sa più poco, fino a quando, nel diciassettesimo secolo arrivarono i mercanti europei che fecero ottimi affari esportando il vino Shiraz verso i Moghul dell’India, trasportandolo in bottiglie ricoperte di paglia ( i primi fiaschi!).  La Persia produceva con orgoglio i suoi vini di Shiraz e della Battria e le comunità  cristiane ed ebree tenevano in piedi questa tradizione agricola. Gli stessi mercanti francesi, cominciarono ad impiantare le viti di Shiraz lungo l’alta valle del Rodano, accanto ad altri “cépage” che stavano lì fin dai tempi dei romani e poi dei monasteri.  Parigi era uno dei mercati più importanti già nel seicento. Ed i vini del Rodano volevano contrastare i concorrenti della Gironda nel vendere vino a Versailles.  Che un vitigno d’origine mediorientale fosse impiantato dai “galli” nella valle del rodano è noto fin dai tempi dei fenici e dei greci che fondarono Marsiglia, ma che fosse il vero Shiraz, non è provato. Sicuramente, fu l’imperatore l’imperatore Marco Aurelio Probo che, due secoli dopo la proibizione di Domiziano emessa nel 92 d.c. per difendere il vino italiano, permise nuovamente ai galli di piantare viti oltre le Alpi. Fu proprio nel terzo secolo, infatti,  che i vitigni dell’asia minore e siciliani, via Siracusa, rientrarono da Marsiglia, nella Gallia Narbonensis risalendo il Rodano.  In Francia c’è ancora chi ipotizza che il nome Syrah provenga proprio da Sira…cusa. Poi, dopo i secoli bui, furono i monaci a riprendere sistematicamente la coltivazione delle viti di Syrah ( ormai, aveva definitivamente cambiato nome), lungo il Rodano tra Avignone e Lione. I ceppi più ricercati, crescevano nella regione de l’Hrmitage, un centinaio di chilometri a sud di Lione, dove il fiume Isère si getta nel Rodano.  Fu un cavaliere francese, che, dopo le sue fatiche nelle crociate contro gli albigesi, ebbe il permesso da Bianca di Castiglia a stabilirsi in quella zona a coltivar le viti. Ancora oggi,  uno dei migliori vini del Rodano è l’Hermitage La Chapelle: un Syrah, lontano erede di quegli antichi ceppi impiantati da  Gasparre di Sterimberg, il “crociato pensionato”.

Ma torniamo al seicento ed ai mercanti francesi che riportarono i nuovi vitigni dalla Persia.  Il merito del “salto di qualità del Syrah del Rodano” fu senz’altro di un re di Francia figlio di una Toscana con sangue spagnolo ed austriaco.  Mi piace pensare che è per questo che oggi  il miglior Syrah del mondo si coltiva in Toscana ( eh, eh…). Il re era Luigi XIII figlio di Maria de’ Medici( il suo nonno paterno era Cosimo , primo duca di Firenze ). Accadde infatti che Luigi XIII assaggiò il vino della famosa zona dell’Hermitage .

Gli piacque talmente tanto, che dette l’ordine di farlo arrivare regolarmente a corte. E’ da quel momento che il Syrah del Rodano comincia a competere presso i re di Francia, con il Merlot ed il Cabernet della zona di Bordeax. Al tempo di Napoleone era il vino più costoso di Francia. Non solo, l’Hermitage prendeva regolarmente anche la via di Bordeaux ( la zona dove, miscelare il vino, è diventata un’arte sublime ), per essere mischiato coi vini prodotti nella Gironda. In quel periodo venne addirittura coniato il vocabolo “hermitager le Bordeaux”. Ma per i vecchi cloni di Syrah – e non solo per loro – era arrivata la peste dall’America.  Il devastante insetto della  Philloxera vastatrix fu notato per la prima volta a Lirac, nella valle del fiume Gard, nel 1864.  Dalla Francia la fillossera si espanse  rapidamente in tutta Europa, causando il più grave disastro agricolo dell’era moderna. In parte, i vecchi cloni di vite si salveranno, grazie a Monsieur Planchon di Montpellier, che individua l’origine americana della fillossera e verifica che secoli di convivenza hanno permesso alle viti americane di sviluppare efficaci armi di difesa . Verranno quindi effettuati i giusti innesti con radici di vite americana. La fillossera è sconfitta,  ma la mappa dei vitigni in Europa cambia completamente. Fu anche l’inizio della fortuna dei vini spagnoli editaliani, con i francesi che ci insegnarono a fare il Barolo ed i piemontesi che insegnarono ai toscani a fare il Brunello…ma queste son’altre storie.

( Syrah 2^ puntata : affaire…à suivre )

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Tenimenti Luigi d’Alessandro, Borgo Syrah – Resort – degustazione vini – Cucina-Manzano-Cortona- AR

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Indirizzo: Localita’ Manzano, 15, 52044 Cortona AR
Telefono:0575 618667
Commento del nostro amico Leonardo Valentini:
 ” Non è necessario prenotare, ma consiglio comunque di chiamare Massimo Azzurro ( Hospitality Manager 335 7194789, oppure chiedere del Dr. Massimo Nati, carissimo amico mio ). Ho gustato tutti i loro grandi vini di Syrah ed i bianchi ( è un autoctono della valle del Rodano: il voigné) ne ho comprato abbastanza. Il resort è uno dei più belli che ho visto in Toscana e non solo. E’ sicuramente al livello di un Relais Chateau, ed è ancora pochissimo conosciuto. Non c’e’ ristorante ma potrai mangiare affettato insalata e formaggio per accompagnare la degustazione. Ti consiglio di vedere prima il sito “tenimenti d’Alessandro” oppure “borgo Syrah, Cortona”. E poi di andarci per arricchire il tuo pregevole sito. Si trova a un chilometro dall’Abbazia di Farneta andando verso Cortona. Un abrazo. Leo”


Tutto iniziò così… Leonardo Valentini, ci segnalò questo luogo e per la fiducia che ho in questo caro amico, ci siamo fidati fino in fondo ed abbiamo organizzato per il nostro gruppo FB, un’uscita, per così dire “di gruppo” e poichè molti del gruppo sono anche soci del Kiwanis Club di Arezzo, ci siamo uniti al club per trascorrere 4 ore domenicali assieme, che poi sono risultate ore stupende.
La fiducia che avevamo in Leonardo è stata riposta benissimo, infatti abbiamo trovato la conferma che lui aveva pienamente ragione.
Gli attuali proprietari, quelli che rilevarono la proprietà dai d’Alessandro, per intendersi, hanno dato un grande impulso all’attività, trasformando una villa e allargandola assai, facendola diventare uno stupendo Resort di grandissimo livello, in parte vendendo  degli appartamenti ( anche a stranieri) ed in parte gestendoli con affitti giornalieri e settimanali ecc…
Il Resort che ne è nato è anche dotato di palestra, centro benessere ed anche di una scenografica piscina grandissima, che è scenografica anche perché si affaccia in un panorama unico di vigne, campagne e boschi di rara bellezza.
E’ vero che il resort appare lussuoso, ma sinceramente un lusso di grande sobrietà, non imbarazzante, lineare, dove il moderno si associa benissimo alla tradizione agreste e non disturba affatto, anzi gli dona uno charme particolare e che fa stare molto bene, rilassati.
Forse abbiamo compreso anche la strategia dell’azienda, dato che certamente l’attività, per così dire alberghiera, ha un rendimento non paragonabile alla vendita del vino, che oggi ha dei costi che sono rilevanti per chi deve fare profitto solo con quello. Ma se il tutto si associa al fatto che nei terreni adiacenti, il Comune di Foiano, ha concesso a terzi,  la possibilità di realizzare un campo da golf da 18 buche, meglio si comprende la predetta strategia. Cioè la zona diventerà di grandissimo pregio turistico ed un polo di attrazione che non avrà uguali nella toscana del sud.
Ciò premesso, continuo nel dire invece che la villa originaria ha mantenuto, seppur con rinnovamenti consistenti, la propria destinazione agricola, perché è lì che si producono e si conservano tutti i prodotti delle vigne dei tanti poderi che circondano per più’ di cento ettari, la bella ed antica struttura, appunto i Tenimenti.
Dunque cantine moderne e ben organizzate, anche per la conservazione del vino di diverse specie, ma tutti  grandi vini di Syrah,
La villa, da quando esiste anche l’ Hospitality, è attrezzata per le degustazioni del vino.
Ma il vino va accompagnato col cibo e soprattutto un cibo adatto ai vini che vengono proposti, dunque, esiste anche la cosiddetta ” Osteria” o la …Cavallerizza… dove, su prenotazione, si possono avere circa una trentina di posti a sedere ed assaggiare cibi pre-concordati di ottimo livello.
Noi abbiamo preferito un Lunch piuttosto scarno ( che poi tanto scarno non era), con antipasto di salumi di Fracassi, di gran livello,
stracotto con patate arrosto, insalata a cm 0…, torta della nonna e vino special…Bianchi due tipi…Rossi tre tipi…
Ma a furor di popolo è piaciuto il  Rosso denominato…BOSCO !
Per me il migliore in assoluto.
Dopo aver  mangiato ( ed anche ben serviti..), un po’ concentrati.. sui vini, tutti quanti hanno ritenuto che lo stracotto ci ha dato lo spunto per dire….” ma quà, ci và ritornato “…
Comperati i vini e prese strade secondarie ( senza…”palloncini”)…siamo tornati a casa per un meritato riposino e ci siamo goduti la bella giornata !
Il vs Ministro del benessere
ps ..scusate se ho allegato tante foto…ma era necessario, il faut !!!!!

 

 

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Tenimenti Luigi d’Alessandro -Manzano Cortona

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Villa Magi a Manzano

Benvenuti a Manzano, il cuore di una delle più importanti aziende agricole della Val di Chiana fin dal ‘700, prima di proprietà della nobile famiglia Diligenti e poi dei Magi dai primi del ‘900, membri del primo parlamento costituito dopo l’unità d’Italia.
Il complesso di Villa Magi-Diligenti sorge
sulle pregiate colline intorno a Cortona e rappresenta la parte più importante nell’area delle ville, per la qualità e l’importanza delle architetture storiche presenti e del prezioso parco che lo circonda.
A fianco della Villa Magi si trovano la settecentesca Fattoria, circondata dagli edifici usati sia come abitazioni dei lavoranti
sia come magazzini, una stupefacente serie di grandi granai realizzati nell’800 (5m d’altezza per 3m di diametro delle anfore) e una piccola chiesa della seconda metà del ‘700 che completa questa parte così pregiata della proprietà (circa 2500 mq) che ha dato vita all’idea di un villaggio per appassionati di vino, costituito da abitazioni ricavate all’interno degli edifici storici.

La storia dei nostri vini – Un percorso di qualità

Nel 1967 la famiglia d’Alessandro si sposta
da Roma e acquista poco più di 100 ettari di terreno nel cuore della fattoria di Manzano. Nasce, così, l’azienda vinicola Tenimenti d’Alessandro.È il lontano 1988 quando Massimo d’Alessandro inizia, su 5 ettari di terreno piantati da Attilio Scienza, la sperimentazione per verificare la qualità della zona: fino allora l’intero Comune di Cortona produceva solo vino da taglio. Ci sono voluti quattro anni di micro-vinificazioni, studio del suolo e del clima per rendere il Syrah un vitigno internazionale. Grazie a una particolare acclimatazione nella zona siccitosa del cortonese i risultati sono eccellenti, segnati nel profondo dai caratteri locali del territorio.
Dal 1993 al 2002 Tenimenti d’Alessandro, in base ai risultati della sperimentazione, pianta gradualmente circa 40 ettari di Syrah ad alta densità di impianto (circa 8000 ceppi/ha).Sulla spinta dei primi riconoscimenti internazionali ottenuti dai vini aziendali, in particolare dall’etichetta Il Bosco (100% Syrah), alcuni produttori importanti comprano nel Comune di Cortona e piantano Syrah (Antinori e Ruffino). Nel 1999 si ottiene la D.O.C. Cortona. tenutada
La ricerca della qualità è stata la spinta emotiva di tutto e, dopo circa 20 anni dalla sperimentazione, la Tenimenti d’Alessandro continua a investire sulla qualità dei suoi vini grazie ad una cura maniacale ed alla collaborazione di illustri viticultori: Luca Currado, uno dei produttori di Barolo Vietti, ha la responsabilità dei vini e Christine Vernay, produttrice del Rodano della Francia, collabora con lui per darvi il meglio. Oggi il nostro Syrah è un autentico vino di territorio e Il Bosco,con il Migliara, la selezione qualitativamente più alta della produzione; entrambi costituiscono un riferimento per tutti i Syrah italiani.
Commento del nostro amico Leonardo Valentini:
” Non è necessario prenotare, ma consiglio comunque di chiamare Massimo Azzurro ( Hospitality Manager 335 7194789, oppure chiedere del Dr. Massimo Nati, carissimo amico mio ). Ho gustato tutti i loro grandi vini di Syrah ed i bianchi ( è un autoctono della valle del Rodano: il voigné) ne ho comprato abbastanza. Il resort è uno dei più belli che ho visto in Toscana e non solo. E’ sicuramente al livello di un Relais Chateau, ed è ancora pochissimo conosciuto. Non c’e’ ristorante ma potrai mangiare affettato insalata e formaggio per accompagnare la degustazione. Ti consiglio di vedere prima il sito “tenimenti d’Alessandro” oppure “borgo Syrah, Cortona”. E poi di andarci per arricchire il tuo pregevole sito. Si trova a un chilometro dall’Abbazia di Farneta andando verso Cortona. Un abrazo. Leo”

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Goditi la tranquillità della campagna

Godetevi la pace di Borgo Syrah, partecipate all’attività dell’azienda e gustate l’ottimo vino.Potete dormire sonni tranquilli grazie a un sistema di comodità e di servizi che vanno dalla sicurezza alla manutenzione degli impianti e dalla cura dei giardini alle pulizie domestiche.Borgo Syrah è attraversato da sentieri che si snodano tra le vigne, tra i quali potete passeggiare, correre e andare in bicicletta.

In questo contesto non poteva mancare una piscina dotata di una bellissima e grande SPA, attrezzata con palestra, vasca termale, sauna e bagno turco.Tutti i proprietari ed affittuari del Borgo Syrah hanno la possibilità di rifornirsi di vino e olio prodotti dall’azienda.Per coloro che volessero godere di un’esperienza unica, limitata nel tempo, l’Azienda mette a disposizione alcuni appartamenti del Borgo per affitti settimanali.

Il costo può variare a seconda del taglio dell’appartamento e del periodo dell’anno, e prevede l’utilizzazione non solo della piscina, della sauna, del bagno turco, della palestra e della vasca termale, ma anche dell’Osteria del Syrah e la possibilità di acquistare i vini direttamente dalla Cantina dell’Azienda a prezzi agevolati.Inoltre, il ricevimento sarà a disposizione per organizzare visite dei dintorni e per preparare insieme all’ospite un programma degustativo di sicuro interesse.