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Il Canto del Maggio- Terranova Bracciolini- AR

 

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pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

“Il canto del Maggio” Fraz. Penna 30/D –

Terranuova Bracciolini . AR

055 970 5147

https://www.facebook.com/OsteriaIlCantoDelMaggio

http://www.cantodelmaggio.com

 

 

 

 

Proposto da :

Ieri sera sono stata a cena con amici del Valdarno a “Il canto del Maggio” Fraz. Penna 30/D – Terranuova Bracciolini .
Non conoscevo il posto e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla bellezza della frazione e delle strutture, nonostante il tempo inclemente che non ci ha consentito di cenare nel bel giardino.

Eravamo 7 di cui due bimbe. Il menù era stato preordinato dai nostri amici, per cui non ho visto la carta. Ma la cena è stata fantastica.

Prima tutta una serie di antipasti che comprendevano fiori e melanzane fritte (leggerissimi e per niente unti) muffin di carciofi, cetrioli con formaggio di capra e due mini tartare una con pistacchi e l’altra con parmigiano e tartufo. Poi una abbondante paella di pesce.

E ancora arista costoliccio e salsiccia conditi tipo porchetta ma cotti sulla brace con patate arrosto. Per chiudere un buonissimo tiramisù con caramello salato.

Il tutto accompagnato da prosecco prima e un buon vino bianco poi. Apparecchiatura e servizio curatissimi .

Posto assolutamente consigliato !!!!!

cena concordata € 25

 

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Riservato agli avventori del B&B,   ma prenotando per tempo,  col menu’ programmato, non alla carta,  da 25 a 30 €

 

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Dal loro sito
UN MENU PER TUTTI

Da noi trovi un menu fisso certo ma anche piatti che ogni giorno raccontano il nostro spirito e la stagione in corso.

Ci piace cucinare quello che ci offrono il territorio e il nostro orto, cercando di valorizzare i prodotti senza snaturarli.

E in più abbiamo sempre proposte per persone intolleranti, piatti gluten free e portate pensate per chi segue una filosofia alimentare, per esempio per vegani o vegetariani.

 

 

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Gabutti Patrizio  ho parlato al telefono con la titolare Simona, che ho chiamato e mi ha chiarito come politica che stanno seguendo adesso c’è quella di fare sempre menu fissi, che possono variare dalle 25 € alle 30€ tutto compreso, sempre minimo 3 portate. E’ comunque obbligatoria o opportuna una prenotazione, dove si chiarirà con Simona il menu il prezzo ed i dettagli. Nella prenotazione si chiederanno eventualmente anche menu’ diversi e prezzi da concordare, questo per un minimo di persone 6/8, come si desidera. Simona è molto affabile ed appassionata e vi consiglio di andare perche’ quel ristorante ha una storia ed una tradizione di Ospitalità e soprattutto buon cibo ! Il Ministro…. per un vostro chiarimento ( necessario )….

 

 

 

 

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La Quolina – c/o Golf Club – Poppi AR

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pa13Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

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LAQUOLINA
presso i campi da golf di poppi
Localita fronzola,6 poppi
Tel.0575 529739

 

Proposto da :

 

Stupendo ! Parliamo di un ristorante pizzeria dove si mangia molto bene con porzioni generose,curate nella preparazione e molto attenti x ogni esigenza
( la mia amica celiaca ha potuto mangiare quasi tutto e sono stati molto carini nel cercare di non farle mancare niente)
In due abbiamo preso:
-1 antipastone da dividerci che poteva già bastare x cena! Composto da glutan free: tranci salmone, alici,polpo grigliato ,seppioline
E poi: sgombri fritti
– Gnocchetti al curry e mazzancolle,capesante gratinata con focaccia
– un riso ai frutti di mare(enorme)
– un raviolo con stracciatella e tartufo con fonduta di pecorino
– una panna cotta al cioccolato(no topping)
– un tartufo pistacchio con cuore alla nocciola
1 acqua
Spesa totale 53,50 euro in due
( noi solito sconto app)
Perciò “ci va andato”
Noi sicuramente si x provare carne e pizze!

 

  • Gabutti Patrizio Grazie Monica, uno dei luoghi con un panorama unico in prov di arezzo.
    Un tempo era esclusivo per i soci ed adesso hanno aperto ad avventori esterni, per nostra fortuna. Ci sono stato con la precedente gestione.
    Sò per sentito dire che sono gli stessi dell’omonimo ristorante di soci.
    Dunque gente d’esperienza.
    Ne sono felice. grazie
    antipasti
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Polpette al sugo

polpette

pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

Polpette al sugo
Macinato aglio prezzemolo parmigiano mollica di pane sale pepe uovo
formi le polpette le friggi e aggiungi pomodoro

 

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L’etimologia del termine “polpetta” è, ancora oggi, non del tutto chiara. Secondo alcune interpretazioni, potrebbe derivare dal francese paupière (palpebra), poiché si vuol individuare, nella loro preparazione, un movimento delle mani simile a quello delle palpebre, quando si chiudono per proteggere gli occhi. Considerando però – come ci dice Maestro Martino – che in origine le polpette non erano fatte con carne macinata e quindi non c’era nessuna particolare manualità alla quale poter collegare la parola paupière, è più probabile che l’etimo sia da individuare nel tipo di carne anticamente privilegiata per questa pietanza: il taglio più tenero del vitello o del cervo, cioè la polpa. Probabilmente l’italiano “polpetta” é un diminuitivo/vezzeggiativo in -etta dalla parola latina “pulpa, ae” che indica propriamente la carne senz’osso.

 

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Il Galateo a Tavola

 

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pa13 Patrizio Gabutti per mangiare bene

 

 

 

Il Galateo a tavola

Il galateo a tavola sembra un argomento molto lontano dal quotidiano.

Oramai a casa, le cene di lusso non si organizzano quasi più e se molti usi sono scomparsi, altri risultano troppo antiquati.
Tuttavia il galateo a tavola non fa riferimento solo agli eventi di gala.

Ci sono regole che possono tornarci utili anche nelle cene con amici; dei piccoli trucchetti del buon comportamento e di galanteria che possono rendere i momenti a tavola più brillanti e piacevoli.

 

 

segui l’articolo di Monia

https://storiadellamodafemminile.wordpress.com/2014/12/17/il-galateo-a-tavola/

Cio’ Che Piace- Ristorante Arezzo

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com10 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

 

 

 

 

 

 

“Cio’ che Piace” questo e’ il nome del locale dove abbiamo pranzato oggi.

E’ stato proprio cosi, abbiamo trovato tutto quello che piace a noi.

Locale accogliente stile toscano, cibo classico di qualita’, dolci della propria cucina, atmosfera tanquilla, servizio puntuale….
2 Crostini caldi, 2 tortelli al tartufo, patatine , 2 tortini caldi ricotta uvetta cioccolato, acqua, vino e 2 caffe… il tutto ad un prezzo onesto… Gabutti Patrizio perdonami, ma lancio un nuovo grido “ciartorno de sicuro!”

 

 

Oggi a pranzo siamo stati a “Cio’ che piace”, su consiglio di Olga una delle nostre figlie!

Il locale si trova dopo porta San Lorentino lungo la strada che porta dritta verso il Duomo di Arezzo.

Ambiente tipico Toscano, soffitti di mattoni e travi in legno, colori delicati, molto ben curato e pulito.

Abbiamo preso due crostini caldi delicatissimi anche con tartufo, una porzione di patata fritta, due porzioni di tortelli di patate con tartufo, due tortini caldi alla ricotta, uvetta e cioccolato della casa, squisiti!Acqua, vino bianco, due caffè!

In due abbiamo speso 45 euro, prezzo adeguato per la qualità dei prodotti!”Ci va andato!!!!”

 

 

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La Vecchia Scuola di Falciano- Ristorante Pizzeria, Alimentari e Bar – Falciano- Subbiano AR

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pa13Patrizio Gabutti per  Mangiare Bene

 

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Gabutti Patrizio
Ieri alle 07:02

Sono orgoglioso di avere avuto l’intuizione che Francesco e sua moglie Stella avrebbero fatto un locale di qualità! Istintivamente gli ho dato subito credito dopo pochi contatti nel blog.

 
Forte di una passione unica nella ricerca accanita di prodotti di qualità e particolari e dell’esperienza culinaria acquisita dai genitori ristoratori a Capolona per tanti anni, Francesco e la sua famiglia, hanno dato una sterzata alla loro vita ( hanno anche tre bellissimi bambini), coraggiosamente hanno abbandonato i loro stabili lavori, per amore della ristorazione, per la passione del cibo, ed hanno colto al volo questa possibilità di aprire un loro Ristorante Pizzeria bar alimentari, proprio nel ristrutturatissimo locale dove un tempo c’era la scuola proprio a Falciano, a fianco della chiesa e vicino a quella bottega ( oggi chiusa) dove per una vita , siamo andati tutti a fare merende strepitose, prima o dopo una bella gita sui prati della regina..

 
E non ci sono andati leggeri, i nostri personaggi, perché di personaggi si tratta, realizzando al piano terreno un bel bar moderno, ma con forti richiami alla montagna, alle botteghe di un tempo.

 

Perchè dentro il bar c’è anche una gran bella bottega strapiena della passione di Francesco per i formaggi, per tutti i salumi e tante altre ghiottonerie.

Bottega per merende epiche, taglieri, con pane e schiacciate casentinesi che profumano tutto l’ambiente. Sempre al piano strada a lato tavoli con ombrelloni per l’estate sia per le merende ..che per il ristorante che si trova al primo piano.
Anche il ristorante è davvero bello, sobrio, con un taglio confidenziale moderno tra legno di rifinitura che davvero da un giusto tono di rustico.

 
Proprio al ristorante e pizzeria, Francesco esalta il meglio di se stesso, con i suoi Porcini a km 1.. tartufi, pasta fatta in casa ( speciale), sughi passati dalle sapienti mani della nonna, il cui gusto non potete non assaggiarlo, tutti i tipi di taglieri, con formaggi ed affettati di altissima qualità e freschezza.

Che dire di carni speciali e di ogni genere, saporite, ben cucinate… Isabella ha detto di non avere mai assaggiato carne cosi tenera e saporita come quella ricoperta di tartufo che ci aveva consigliato.

Il tutto frutto di un accanimento ed una ricerca speciale ed ovunque di prodotti unici. Il vino della casa, non poteva che essere super oserei dire superlativo, come tutte le pizze, tra cui alcune che vi sorprenderanno, come con la mozzarella ripiena o col lampredotto.
Concludendo ha aperto da pochissimo e già ci sono problemi con la prenotazione.

Sempre pieno, anche perché il sabato e la domenica viene fatto un bel menu da 25€ e molto soddisfacente. E comunque è difficile superare i 25/30 euro per essere pienamente soddisfatti.

Ultima cosa è che alla Vecchia Scuola di Falciano dispensano assai bene e gratuitamente tanta accoglienza e disponibilità, che a volte è anche meglio del buon cibo.
Ci va andato ???? Noi ci siamo stati e ci ha colpito come un locale che si farà un gran bel nome !!!!!
Ps per gli Agriturimo del Casentino… Francesco che parla 4 lingue  è disponibile a convenzioni. Col nostro gruppo ha riconosciuto a tutti i membri uno sconto del 10% !!!

 

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Ultima cosa è che alla Vecchia Scuola di Falciano dispensano assai bene e gratuitamente tanta accoglienza e disponibilità, che a volte è anche meglio del buon cibo.
Ci va andato ???? Noi ci siamo stati e ci ha colpito come un locale che si farà un gran bel nome !!!!!
Ps per gli agriturismo del Casentino.. Francesco parla 4 lingue ed è disponibile a convenzioni. Col nostro gruppo ha riconosciuto a tutti i membri uno sconto del 10% !!!

 

 

Il Raviolo, la sua storia..

pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

I Romani sicuramente non conoscevano il raviolo, ma preparavano dei piatti che potevano essere già considerati progenitori della pietanza. Una ricetta del cuoco romano Marco Gavio Apicio chiamata “patinam apicianam sic facies“- torta di Apicio -,  era già una specie di raviolo.

 

Secondo gli storici dietro al termine raviolo ci sono diversi equivoci. Dall’interpretazione dei testi medievali sarebbe possibile comprendere che il nome “raviolo” poteva essere sia sinonimo di tortello, quindi un ripieno avvolto nella pasta, che indicare una sorta di impasti o polpette modellate a forma di uovo, cotte in brodo o in grasso.

 

Le nascita del termine “raviolo” avrebbe diverse interpretazioni, ad esempio una lo farebbe derivare da “rabiola” cioè piccola rapa, un’altra da “rovigliolo” nel senso di groviglio (per il ripieno). Ma quella che più ci piace, anche se non esistono documenti che la confermino, è l’ipotesi che il raviolo sarebbe stato concepito a Gavi Ligure, quando questo paese-roccaforte apparteneva alla “Repubblica di Genova”, il suo primo cuoco sarebbe stato un tal “Ravioli”, che è appellativo di famiglie tuttora residenti in zona.

Il raviolo è l’unica pasta ripiena di cui si abbia notizia nei secoli XII e XIII. Secondo quanto si legge su “Paesaggio agrario in Liguria”, in un contratto della fine del millecento, un colono savonese si impegna a fornire al padrone un pasto per tre persone, alla vendemmia, composto di pane, vino, carne e ravioli. Nel ‘200 Genova comincia a diffondere i ravioli, anche grazie agli scambi che si facevano nelle “fiere”.

Il “raviolus” giunge a Parma prima della fine del secolo (cronaca di Fra Salimbene), e verso la metà del ‘300 il Boccaccio lo esalta nel Decamerone fra le leccornie del Paese della Cuccagna:
“…stava genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi…”.
Anche nelle famiglie più povere, una religiosa attenzione è da sempre destinata alla preparazione di questa pasta fresca all’uovo ripiena, il cui nome cambia (raviolo o agnolotto) a seconda della posizione geografica e dei diversi ingredienti contenuti (i più diffusi sono ricotta, spinaci e noce moscata).