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Budino di riso, ricetta della tradizione toscana

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BUDINO DI RISO

 

 

Il Budino di riso è una ricetta della tradizione toscana..viene comunemente chiamato budino, ma proprio budino non è.. è una sorta di cestino in pasta frolla ripieno di una crema di riso cotto nel latte e aromatizzato..profuma delicatamente di vaniglia, ha un cuore cremoso..questo squisito dolcetto si può gustare nelle pasticcerie e nei bar di moltissime città toscane..la sua forma è leggermente ovale, se non possedete i classici stampini potete fare come ho fatto io utilizzando quelli tondi in carta stagnola e schiacciandoli leggermente avranno la forma perfetta..

 

 

 

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La Carbonara di Luciano Monosilio- Roma

 

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La carbonara più famosa di Roma, dello chef Luciano Monosilio. Nel suo nuovo locale la cucina così (e ci svela un paio di segreti)

Se dici Carbonara a Roma dici Luciano Monosilio. Adesso dici solo Luciano, perché lo chef ex stellato, ex Pipero, ha deciso di abbandonare per un po’ il fine dining e aprire la sua insegna pop. Anzi, come afferma lui stesso, “più pop di così si muore”: trattoria-pizzeria tutto insieme, come trent’anni fa, nonostante quello di Luciano sembri un concetto, anzi un concept, così moderno.

 

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Gli Arancini Siciliani

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Arancini siciliani

Autore: Marianna Pascarella (aggiornata il )

Gli arancini siciliani, meglio conosciuti come arancine siciliane, come vuole la tradizione dialettale locale, sono un prodotto di friggitoria tra i più conosciuti ed apprezzati dello stivale. Queste piccole palline, dalla forma piramidale, somigliano a dei piccoli timballi di riso, farciti con ragù di carne macinata, piselli, mozzarella e caciocavallo, vengono impanate (o impastellate, a seconda della tradizione locale) e poi fritte. Il loro inebriate profumo inonda le strade della meravigliosa isola italiana baciata dal sole.

 

 

 

Tortelli Casentinesi alla lastra

 

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Il “Tortello alla Lastra” è una specialità gastronomica tipica della montagna tra Romagna e Toscana. E’ un piatto elaborato ma genuino, prodotto da quella singolare capacità, tipica della gente contadina di montagna, nel saper diversificare e combinare la monotonia dei pochi alimenti a disposizione in una ampia varietà di cibi dal gusto e dal sapore unico. La ricetta, tramandata di generazione in generazione, ….

 

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QUALI SONO I TEMPI DI COTTURA DELLA BOLLITURA?

La bollitura è la più utilizzata tra le tecniche di cottura disponibili. Impiegata per cuocere vari alimenti, dalla pasta al riso, dalle carni al pesce passando per verdure e uova, a differenza delle altre tecniche non prevede il contatto diretto con il cibo, ma richiede l’utilizzo di un recipiente impermeabile all’acqua e resistente al fuoco. Nella storia, l’introduzione della bollitura fu fondamentale poiché consente di ottenere cibi più digeribili, appetibili ed anche igienici. Alcuni alimenti inoltre, come la pasta, i legumi secchi ed i cereali, senza una preventiva bollitura non sarebbero assolutamente commestibili. Inoltre può rendere alcuni prodotti più conservabili perché elimina germi e tossine.

In questo metodo di cottura il trasferimento del calore agli alimenti avviene per convenzione, quindi l’energia termica si propaga al cibo attraverso un liquido che funge da mezzo di cottura che, scaldandosi dal basso, cioè dal fondo del tegame a contatto con la fiamma, trasmette il calore attraverso movimenti interni.

Sebbene la bollitura venga condotta a 100 °C, temperatura relativamente bassa se confrontata a quella della frittura o in forno, il contatto diretto e continuo di tutta la superficie del cibo con il mezzo di cottura rende questa tecnica estremamente efficace.

 

 

 

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Acquacotta Casentinese (antica ricetta) e rivisitazioni

 

Acquacotta del Casentino

Acquacotta alla Stiana

L’acquacotta è il piatto tipico di Stia e si prepara con cipolle, brodo, fette di pane abbrustolite, fegatini di pollo, sale e pepe. Un piatto povero ma buonissimo che serviva in passato a dare l’energia necessaria ai carbonai e ai boscaioli.

 

 

 

 

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I GRIFI ALL’ARETINA

 

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I Grifi sono le parti magre e callose del muso del vitello.
Si possono usare, per arricchire il piatto, anche le guance.

Nella tradizione gastronomica aretina è d’uso una ricetta che sfrutta queste parti cuocendole in umido con aromi, spezie, odori e pomodoro, realizzando un piatto semplice ma gustoso e saporito.

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