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Polpette al sugo

polpette

pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

Polpette al sugo
Macinato aglio prezzemolo parmigiano mollica di pane sale pepe uovo
formi le polpette le friggi e aggiungi pomodoro

 

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L’etimologia del termine “polpetta” è, ancora oggi, non del tutto chiara. Secondo alcune interpretazioni, potrebbe derivare dal francese paupière (palpebra), poiché si vuol individuare, nella loro preparazione, un movimento delle mani simile a quello delle palpebre, quando si chiudono per proteggere gli occhi. Considerando però – come ci dice Maestro Martino – che in origine le polpette non erano fatte con carne macinata e quindi non c’era nessuna particolare manualità alla quale poter collegare la parola paupière, è più probabile che l’etimo sia da individuare nel tipo di carne anticamente privilegiata per questa pietanza: il taglio più tenero del vitello o del cervo, cioè la polpa. Probabilmente l’italiano “polpetta” é un diminuitivo/vezzeggiativo in -etta dalla parola latina “pulpa, ae” che indica propriamente la carne senz’osso.

 

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Il Raviolo, la sua storia..

pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

I Romani sicuramente non conoscevano il raviolo, ma preparavano dei piatti che potevano essere già considerati progenitori della pietanza. Una ricetta del cuoco romano Marco Gavio Apicio chiamata “patinam apicianam sic facies“- torta di Apicio -,  era già una specie di raviolo.

 

Secondo gli storici dietro al termine raviolo ci sono diversi equivoci. Dall’interpretazione dei testi medievali sarebbe possibile comprendere che il nome “raviolo” poteva essere sia sinonimo di tortello, quindi un ripieno avvolto nella pasta, che indicare una sorta di impasti o polpette modellate a forma di uovo, cotte in brodo o in grasso.

 

Le nascita del termine “raviolo” avrebbe diverse interpretazioni, ad esempio una lo farebbe derivare da “rabiola” cioè piccola rapa, un’altra da “rovigliolo” nel senso di groviglio (per il ripieno). Ma quella che più ci piace, anche se non esistono documenti che la confermino, è l’ipotesi che il raviolo sarebbe stato concepito a Gavi Ligure, quando questo paese-roccaforte apparteneva alla “Repubblica di Genova”, il suo primo cuoco sarebbe stato un tal “Ravioli”, che è appellativo di famiglie tuttora residenti in zona.

Il raviolo è l’unica pasta ripiena di cui si abbia notizia nei secoli XII e XIII. Secondo quanto si legge su “Paesaggio agrario in Liguria”, in un contratto della fine del millecento, un colono savonese si impegna a fornire al padrone un pasto per tre persone, alla vendemmia, composto di pane, vino, carne e ravioli. Nel ‘200 Genova comincia a diffondere i ravioli, anche grazie agli scambi che si facevano nelle “fiere”.

Il “raviolus” giunge a Parma prima della fine del secolo (cronaca di Fra Salimbene), e verso la metà del ‘300 il Boccaccio lo esalta nel Decamerone fra le leccornie del Paese della Cuccagna:
“…stava genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi…”.
Anche nelle famiglie più povere, una religiosa attenzione è da sempre destinata alla preparazione di questa pasta fresca all’uovo ripiena, il cui nome cambia (raviolo o agnolotto) a seconda della posizione geografica e dei diversi ingredienti contenuti (i più diffusi sono ricotta, spinaci e noce moscata).

 

 

Spaghetti e cozze !

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Ricetta nata da una conversazione spontanea  nel gruppo Mangiare bene !

A Voi, molto interessante !!!

pa13Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

  • Valentina Bronzini Prezzemolo
  • Chiara Vitali Agli soffritto con peperoncino e gambi del prezzemolo.Togli i gambi,fai aprire le cozze,sfumi con un po’ di succo di limoni e via!!Togli i gambi del prezzemolo,salti la pasta rispettandola con l’acqua delle cozze e,prima di portarla in tavola,prezzemolo tritato fresco e scorza di limone grattugiata!
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  • Antonia De Masi Prezzemolo, non esagerare col peperoncino (forse sarebbe meglio una macinata di pepe nero), sfumare con poco vino bianco, il tutto su soffritto di aglio e olio. L’aglio dev’essere nostrano e di prima qualità. Si può aggiungere una modesta quantità di pomodorini tipo Pachino o datterino tagliati a pezzetti. Gli spaghetti, tenuti molto al dente, possono terminare la cottura con un paio di minuti nelle cozze e nel loro intingolo. Buon appetito
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  • Antonia De Masi L’uso del vino bianco con cozze, gamberoni, scampi, ecc. l’ho appreso in Croazia, dove questa modalità di cucina viene chiamata “in buzara”
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  • Gabutti Patrizio Grazie, sempre piu’ interessante!!!!!!
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  • Tiziana Braccini Prezzemolo

PASTA E PISELLI

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pa13patrizio Gabutti per mangiare bene

 

Pasta e piselli è un primo piatto primaverile facile e veloce a base di legumi, questa è la versione napoletana che batte tutte per bontà e semplicità!!!
La ricetta di pasta e piselli  alla napoletana, non prevede la cottura della pasta a parte ma si cuoce tutto insieme usando 1 sola pentola, proprio come pasta e ceci, pasta e zucca,pasta e patate, ecc…
Con questo metodo di cottura, l’amido della pasta si “lega” al condimento rendendo pasta e piselli cremosa, perfettamente mantecata e buonissima!
La tradizione vuole che come qualità di pasta si usano i tubetti (ditaloni) ma viene ottima anche con gli spaghetti spezzati;
come piselli ora che è primavera usate quelli freschi altrimenti vanno benissimo i pisellini primavera surgelati.
Vi consiglio di non omettere la pancetta, la dose è minima ed oltre a donare sapore extra, crea un bel contrasto con la dolcezza dei piselli. Provate subito questo piatto e porterete la primavera in tavola.

 

 

 

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Il risotto alla crema di peperone

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pa13Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

Sul suo profilo Instagram condivide ricette dolci e salate. Ama la cucina fresca e leggera, semplice ma creativa.

Si chiama Laura Fava e si mette in gioco giorno dopo per giorno seguendo la sua grande passione per i fornelli.

Ha realizzato una ricetta facile e veloce, un risotto alla crema di peperone che può essere preparato per le diverse occasioni, dal pranzo in famiglia alla cena in compagnia di amici.

Come preparare il risotto alla crema di peperone

Per la preparazione del piatto per 4 persone occorrono:

320 gr di riso Carnaroli invecchiato 12 mesi

960 ml brodo vegetale

3 peperoni gialli

2 peperoni rossi

1 confezione di jocca

1/2 bicchiere di  vino bianco

Olio evo e sale q.b.

Grana grattugiato e paprika ungherese q.b.

Burro q.b. per la mantecatura

 

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Condire le verdure in estate

Vinaigrette and ingredients, salad dressing with oil, vinegar and mustard

 

pa13 Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

 

Quando olio e sale non vi soddisfano più, provate a condire insalate e verdure con i dressing. Ecco quelli più buoni per l’estate

Questa è la stagione delle insalatone e delle enormi porzioni di verdure al vapore, un po’ perché si ha meno appetito, un po’ perché si ha voglia di mangiare solo cibi sani e leggeri.
Almeno sui condimenti possiamo un po’ sbizzarrirci, però, e quindi se avete voglia di dare un tocco di gusto in più alle vostre verdure, preparate dei dressing freschi e profumati.
Ecco qualche idea per voi.

 

 

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Il Caffè del nonno

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pa13Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

 

Il caffè d’estate si fa freddo. Anzi no: si fa dessert! Ecco la ricetta, e le diverse varianti, per fare in casa il caffè del nonno

 

 

Estate e spossatezza vanno a braccetto.

E così, oltre a prendere integratori di vario genere, spesso si bevono più tazzine di caffè.

Ma il caffè è bollente e quindi, non di rado, si scelgono alternative fredde.

Ce ne sono tante.

La più semplice è il caffè freddo.

E poi c’è questa: la crema fredda al caffè conosciuta anche come caffè del nonno.

 

 

segue….

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