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La Commendina- Locanda del Bagnoro- Arezzo

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IndirizzoLocalità Le Pietre, 21-24, 52100 Arezzo AR

Orari

venerdì 19:30–23:30
sabato 19:30–23:30
domenica 12:30–15:30, 19:30–23:30
lunedì Chiuso
martedì 19:30–23:30
mercoledì 19:30–23:30
giovedì 19:30–23:30
pa1Patrizio Gabutti per Mangiare Bene
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In pausa pranzo siamo andati a Lignano, in bicicletta, ed al ritorno, abbiamo fatto una sosta davvero piacevole alla Locanda “Commendina” del Bagnoro, in Arezzo. Locanda perchè in futuro gli piacerebbe avere anche alcune camere per gli ospiti….
Era del tempo che volevamo toccare con mano quanto di buono ci era arrivato all’orecchio…
Abbiamo conosciuto così tutta la famiglia Goti, che con vari compiti e ruoli, gestisce questo locale assai carino, nuovissimo e carico di tanta familiarità nel cibo e nell’atmosfera, quella che si percepisce subito, appena orientati in sala.
Luca, ci parla e ci spiega, quelle che erano e sono tutt’ora le sue intenzioni, più precisamente quelle di costruire un’atmosfera molto familiare, che parte dalle grandi qualità culinarie di mamma Rita, l’affettuosità e la grazia della sorella Martina e l’affetto per la famiglia del padre, commerciante di mangimi, da sempre conosciutissimo nella zona.
Il sogno di Luca infatti e’ quello di diventare un punto di riferimento per così dire molto familiare.., anche per la domenica a pranzo, per gustarsi i piatti che si realizzano con la grande capacità della mamma Rita e l’affetto di tutta la sua famiglia.
Il messaggio lo abbiamo subito visto applicato, già dopo pochi minuti, sia per la qualità di un cibo, davvero ben cucinato, sia per l’affettuosita’ che tutti i ” familiari” ti riservano, sei pervaso da un piacere antico, ormai sconosciuto.
La cucina e’ classica, realizzata alla perfezione da mamma Rita e grande risalto e sapore viene dato anche con una ricerca maniacale di genuinità e freschezza di tutto quello che finisce poi nei piatti degli avventori. Il km 0, Luca lo fa proprio vedere fuori dalla porta, nei campi pieni di orti e serre, che si vedono oltre la strada, che fanno venire gioia solo a guardarle.
Il basilico, dice Luca, va colto la mattina del suo utilizzo… ecc….ecc.. e così via …!
Abbiamo assaggiato in 2, mezza pappa al pomodoro 🍅 , io, un contorno di ratatuia con verdure di tutti i tipi, Isabella, 2 ravioli che a loro dire ed a ragione sono stati la scintilla per iniziare questa attività ( ravioli classici burro e salvia ), buonissimi, e dire che ne conosciamo di ravioli di primo livello.., una panna cotta ( vera ) con more appena colte nel bosco , ed il pezzo forte a nostro parere.. una Cheese cake con ricotta di pecora 🐑 con base di cantucci sbriciolati bagnati col vin santo portato dal babbo….
Due caffè ☕️ un quartino di ottimo rosso ed acqua minerale. € 42.50 per due persone.
Come successo a noi, chi dichiara di non esserci mai stati a mangiare, spetta un brindisino con un fresco prosecchino e assai piacevole.
Abbiamo visto passare tutti i piatti del menù, bellissimi… compreso uno spezzatino d’altri tempi e pasta fatta in casa. Dei francesi vicini nostri di tavola, hanno assaggiato tutto e dico… tutto!!!!!! Très bon…Très Très bon !!!!!
Insomma un locale piccolo, ben fatto, dove conviene andare per conoscere come cucina e propone il cibo, la famiglia Goti, che di casa abita proprio sopra la Comandina, un nome strano, che altro non è che il nome o denominazione catastale della zona… curioso… no ?

 

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Il Formaggio in Montagna e nel Maso : il Graukase – Storia del formaggio

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pa1Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

Il lavoro domestico: fare il formaggio *

Nell’ambito dell’economia del maso il formaggio non rivestiva quel peso che ha tradizionalmente in altre zone di montagna, gli altipiani veneto-trentini in primis. In generale si può affermare che i formaggi sudtirolesi erano in genere più leggeri e magri in quanto la lavorazione del latte era innanzitutto indirizzata alla produzione del burro, pilastro della cucina e fonte irrinunciabile di grassi nell’alimentazione di popoli che non conoscevano l’olio, tanto meno d’oliva. In Val Venosta la produzione di formaggi di malga e cagliati era più radicata nella cultura locale grazie alla vicinanza con la Svizzera. Le malghe della Val Pusteria e dell’alta Valle Isarco erano invece note per il formaggio grigio, che veniva prodotto con lo scarto della produzione del burro. Anche per questo motivo veniva prodotto in casa.
Più che un singolo prodotto il termine Graukäse sta a indicare una famiglia di formaggi (i Sauerkäse), derivanti dal formaggio Hand (così chiamato perchè un tempo veniva modellatato a mano), il quale fu capostipite dei formaggi a coagulazione acida di latte magro. Da questo particolare tipo di lavorazione oltre al Graukase si ricavano il Quargel, Hartzkase, il Kochkase e altri ancora, dalla produzione tipicamente famigliare e con nomi che variano a seconda della zona del Tirolo.
Ha un’origine antichissima ed è forse il più magro dei formaggi: la materia grassa sul residuo secco non supera il due per cento. Viene prodotto lasciando semplicemente inacidire il latte avanzato dalla produzione del burro, senza far uso di caglio. Ne deriva una massa granulosa, da pressare in pani, in cui durante la stagionatura tendono a svilupparsi muffe grigio-verdi, dalle quali prende il nome. Per trovare i primi documenti scritti sulla presenza di questo formaggio di latte vaccino bisogna risalire almeno al 1325, e consultare i registri di Castel Badia (Sonnenburg), che per secoli ospitò un convento per le figlie della nobiltà locale. Ad esse spettavano le decime più golose, spesso in prodotti naturali, tra cui, ovviamente il Graukäse, e specialmente quello di Rio Bianco, considerato il migliore.

Un piatto di Graukase e cipolla oggi.
Negli ultimi decenni, l’invasione di formaggi di valle e di latteria ha relegato lentamente la produzione del Graukäse quasi esclusivamente all’ambito domestico, nei masi di montagna e in un paio di latterie sociali, che utilizzano però latte pastorizzato e fermenti.
Il Graukaese non ha crosta e la pasta si presenta marmorizzata, con nocciolo interno bianco-gesso che, a seconda del grado di maturazione, può diventare giallo e untuoso.
Ha un sapore amarognolo ed un aroma molto intenso; risulta un pò secco al palato e per questo motivo viene generalmente condito con aceto, e talvolta anche con olio ed erbe aromatiche, sale e pepe a piacere. E’ tradizione che il Graukäse venga mangiato così condito assieme a fette di cipolla bianca e a una pagnotta di segale, dopo un periodo di riposo affinchè il formaggio maceri per bene.

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Per la storia del formaggio in generale, ti consigliamo di cliccare su questo LINK

http://www.formaggio.it/la-storia/

 

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Pizzeria-Trattoria Napoli dell’Albergo la Foresteria- Bettolle (SI)

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La prima cosa che ho detto a tavola, sotto un cielo stellato di una meravigliosa campagna toscana, è stata questa : ” ma come si fa a parlare di questo locale ” ?
Effettivamente per questo Ristorante Pizzeria, che esiste da oltre 40 anni e che tutti conoscono nella zona ed oltre…, è impossibile con poche parole raccontare a chi legge le proprie sensazioni, perchè da Raffaele è un universo ….di sensazioni.
Dovete subito comprendere che Raffaele è a capo di una famiglia dove tutti operano nel locale, dunque figli, genero, sorella ed annessi e connessi, formano una corrazzata campana invincibile.
Non si contiene la Napoletanità dei personaggi,  la gentilezza, l’ospitalità e la dedizione nel servire il cliente,  e che conviene pertanto abbandonarsi nelle loro mani.
Naturalmente  anche il cibo e le numerose varianti sono molto tipiche della campania….Potrete trovare non solo pizze, ottime, leggerissime e ben saporite, ma mozzarelle di bufala, ed “invenzioni” tipiche, che abbiamo gradito ed apprezzato, soprattutto certe “marinature” della zucca ed altri prodotti . Non sono mancati ieri sera anche i fiori di zucca ripieni di una ricotta fragrante e tutta da assaporare.
Ma Raffaele dopo piu’ di 40 anni di lavoro e permanenza in n zona, ha capito che nella toscana siamo legatissimi alle nostre tradizioni, quindi non manca certo la carne della val di chiana ed i primi con i nostri sughi piu’ classici.
Un discorso a parte per i dolci tutti i tipici campani con varianti della casa, vere e proprie invenzioni…..guardate quelle zeppole nelle foto sono una spettacolare variante di quelle classiche !!!!! Tutti i dolci vengono fatti in casa : una leccornia !
A tavola vicino a te puoi trovare tanti personaggi famosi che hanno case nei dintorni o politici assai noti della zona, perchè non c’è nessuno, dico nessuno, che non torni a farsi coccolare da Raffaele e C. , quindi o a dormire o a mangiare ai tavoli, si trova mezzo mondo.
E’ però un ambiente molto familiare e semplice, che mette tutti a proprio agio, dunque i prezzi sono ottimi ( purtroppo ero ospite di un  amico e sarò piu’ preciso in futuro), ma certamente prezzi sono davvero standard.
Insomma in una serata calda d’estate abbiamo goduto di …tutto ! Anche della compagnia al tavolo di Raffaele e dei suoi familiari, che a rotazione, ci hanno raccontato simpatici e coloriti aneddoti….compresa la sorella di Raffaele, che si chiama ” Mina”, che chiamandosi così, ha una passione sfegatata per Mina la cantante ed al figlio di Mina, Massimiliano Pani, che va spesso lì a mangiare, chiede anche un autografo della mamma  da mettere sull’ultimo CD.
Napoli é !!!!!!!
Ho fatto un pensiero a tutte le cose che mi piacerebbe assaggiare in futuro e dopo aver salutato e ringraziato per tanta gentilezza, il ministro , Isabella ed gli amici, hanno gridato con forza ed entusiasmo, che in questo posto …ci “va tornato” e prestissimo………

Capanna del Sole -Loro Ciuffenna (AR)

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Per prenotazioni: 333 888 2368
Per informazioni: 366 146 8822

 

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“La Capanna del sole”….. a Casamona, tra San Giustino e Loro Ciuffenna, alle pendici del Pratomagno, sul monte Faeto…
Scriverò qualche cosa su questo luogo surreale, che non é semplice gastronomia, ma ben di più e tutto per merito di questo signore: www.francescoperini.com , che ha concesso a tutti la possibilità di condividere con lui parte delle sue realizzazioni, che sono poi “opere d’arte” vere e proprie.
Il cibo fa parte di un complesso di fantastiche situazioni che generano emozioni per chi ama naturalmente le cose belle, particolari e geniali.
Francesco Perini, da ebanista e realizzatore di interni, e’ diventato famoso nel mondo ed ottimo riferimento per i più importanti studi di interior designer mondiali, con i quali opera e realizza cose importantissime, come restauri di palazzi nobiliari in Russia, castelli in Francia e così via .
Nei suoi numerosi contatti è divenuto amico di tante personalità un po’ in tutto il mondo, che sistematicamente, da tempo, vengono da lui per un apprezzamento amichevole ed anche del suo lavoro.
Lui, Francesco, ha realizzato in una sua azienda agricola, sul Monte Faeto, alle pendici del Pratomagno, appunto la capanna del sole, in modo da realizzare un suo sogno, di fare in modo che la sua azienda possa diventare.. “natura creativa”, un luogo cioè, dove lui accosti una natura biologica, alle proprie realizzazioni.
Ieri sera, per combinazione, lo abbiamo conosciuto e ci ha chiaramente detto che questo posto, che sta ancora attrezzando ed allestendo, gli serviva, fino ad oggi, per ricevere gli amici, ma che oggi ha deciso di farlo usufruire anche a chi lo desidera. Insomma aperto al pubblico che apprezza.
La Capanna, che è una parte di un insieme, è un ambiente (una capanna..) di una bellezza rara, un locale che potrebbe stare benissimo in luoghi elegantissimi ed esclusivi, come Monte Carlo, Dubai, Singapore, NY ecc…., ed invece Francesco, ha dato a tutti noi l’opportunità di divenire suoi amici e dunque la possibilità di usufruirne.
Sala separata, salone con lunghissimo tavolo , zona cibo ( o cucina), saletta per spettacoli …., esterni da paura, con un panorama con vista aerea, bellissimi tavoli e poltrone su altane, per godere della pace e del silenzio.
Per capire meglio, tutti i pavimenti sono realizzati in un prezioso marmo ed intarziati con motivi in legno, incastonati e bellissimi, il resto lo vedete nelle foto. Ogni pezzo é dunque unico e studiato dall’azienda di Castelfranco di sopra, per quel determinato posto.
Un vero e proprio luogo per persone sensibili ed interessate all’arte, al design ed alle realizzazioni pregiate, anzi pregiatissime.
Sedersi a tavola, vuol dunque dire godersi un’atmosfera surreale, quasi non credendo ai propri occhi , cioè che da una semplice capanna di legno, sia stato possibile ricavarne tanta eleganza e ricercatezza.
Infine il cibo, pagato 40€, per una degustazione è parso un ottimo prezzo anche per poter godere di un luogo ben piu’ costoso altrimenti… Si degusta quello che propone per ogni serata lo chef, non esiste infatti il menù . Ci è parso, a detta di tutti, una cena sobria, ben equilibrata ed eccellente, senza formalità, ma con gusti genuini ( prodotti del loro orto) a km 0 e particolari.

Per noi ieri sera, Filippo ( lo chef), aveva preparato e proposto: antipasto di Trippa fritta ( mai sentita fritta) e fiore di zucca ripiena di formaggio ( dell’azienda) fuso ed acciuga, un risotto con zucchini ( del loro orto) e zafferano, filetti di maiale con verdurine, sfumato col vino rosso, infine il gelato, fatto in casa, alla nocciola, coperto di cioccolata, vino dell’azienda a volontà in tavola, con acqua 2 litri .
Tutto é stato “ottimo”. Da notare che eravamo pochi, poiché, ci hanno detto, che avevano limitato le prenotazioni, perché ospite c’era un  vero ambasciatore. Dunque il vostro finto Ministro, salutato il vero ambasciatore….. ha detto : “ci va tornato” !!!!!

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La carne di Kobe: ecco quello che dovete sapere prima di parlarne

pa1Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

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Kobe: questo sconosciuto! No, non è il titolo di un nuovo saggio sulla carne, ma è la sintesi di uno degli argomenti che più di ogni altro è al centro dell’ attenzione, per quanto riguarda la cucina giapponese. Questa particolare e pregiatissima qualità di carne proviene da una rarissima razza di manzo, caratterizzata dal distintivo colore nero e dalla mole imponente. Questi animali infatti furono introdotti in Giappone al fine di coadiuvare i contadini nella pesante coltivazione del riso gohan. Nel diciannovesimo secolo i giapponesi cominciarono a consumare questa carne e ne rimasero affascinati dalla sua tenerezza e dalla distintiva marezzatura. Il nome esatto della specie è Kurolem Wagyu o Tajima Wagyu, ad indicarne proprio la caratteristica colorazione nera, la parola Kuro in giapponese significa per l’ appunto nero. Kobe è semplicemente la città situata nella prefettura di Hyogo, divenuta famosa per l’ allevamento del Wagyu.

 

 

link all’articolo….segue

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Osteria da Antonio- Foiano della Chiana- AR

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Prenotate, il locale è piccolo, anche se… raddoppia d’estate….
 chiusura il giovedì

-cene e pranzi di pesce soprattutto il venerdì sabato e domenica

 

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Gabutti Patrizio a Mangiare bene e spendere poco, idee per AREZZO e provincia

Avevo promesso di presentarvi Antonio della omonima Osteria di Foiano stazione (non sapevo che Foiano avesse una stazione)…ed eccolo qua’ Antonio !!! Napoletano verace, che da circa un anno, e’ il titolare di un ristorante che non conoscevo e per intuito personale , fidandomi della proposta di un attivo aderente al gruppo, Giovanni Rosi, ho deciso di verificarne le qualità .
Posso dirvi che abbiamo “scoperto” un gran bel locale, di quelli che ti fanno stare bene, senza fartelo pesare… Si, perché l’osteria da Antonio é davvero un bel locale, piccolo, “semplice”, ben tenuto, senza ostentazioni di nessun genere, perché ordinato e pulitissimo, dove ti senti come a casa tua, per un servizio puntuale e senza nessuna ansietà,… e soprattutto dove si Mangia bene e si spende poco, ma per davvero.
La specialità é il pesce 🐟 e pesce freschissimo e non si sente odore ( o 😷) di pesce, segno di freschezza e di impianti efficienti. Come detto il pesce é freschissimo e lo abbiamo gustato sul serio. Antonio propone un interessantissimo menù degustazione ad un prezzo a dir poco eccellente 25€ tutto compreso : ieri sera, antipasto ” fantasia ” ottimo, paccheri ai frutti di mare, saporiti e gustosi , fritto ( benissimo) davvero misto ed anche squisito, due contorni, insalata e verdure grigliate, con zucchine scapece, dolci ottimi da loro prodotti, caffè , acqua e vino 🍷!!!!!!! Si, è proprio tutto compreso…
L’unica osservazione che abbiamo fatto , la pasta( i paccheri) non troppo al dente… per il resto tutto perfetto. Ricordate quindi di chiedere la cottura .. napoletana…
La “lavagna menù “, peraltro trasportabile é eloquente per capire che c’è una certa scelta sia di pesce che di carne, senza strafare, perché in questo locale non si vuole che fare cose buone , non strabilianti…
Un locale piccolissimo 30 posti, in attesa di un esterno estivo che porta i coperti a 70, seguito in sala da Gianluca, una persona solare, sorridente, efficiente e concreta , che sa consigliarti assai bene, perché in perfetta sintonia con la cucina, dove Antonio con un ottimo aiutante gestisce, non solo il suo pesce, ma anche carne all’altezza della val di chiana.
Insomma una verifica fruttuosa che ci fa sentire soddisfatti 😁 perché sono questi i locali che apprezziamo particolarmente, quelli cioè semplici, puliti, ordinati, familiari, senza caciarre e dove il prezzo é gratificante quanto il gusto.
Ci siamo appuntati con soddisfazione una medaglia sul petto da condividere, con il nostro gruppo, con chi ci ha mandato a verificare e naturalmente con Antonio e Gianluca che tanto bene ci hanno trattato, al punto di dire in coro con i miei splendidi amici… “ci va tornatissimo”.
Ps per effetto di una persona che non mangiava pesce, in 6 persone il conto era di € 145 che é stato arrotondato a 140……!!! Favoloso, grazie !

 
Commenti
Lorena Terenghi
Lorena Terenghi Bravo signor Antonio
Gianluca Ricciardi
Gianluca Ricciardi Grazie x gli elogi, da parte mia e di Antonio siamo stati molto felici di ospitarvi la piccola osteria cerca di accontentare tutti, voglio ringraziare anche l’aiuto cuoco la signora Sofia Felli che era segregata in cucina che con me in sala e Antonio Fuso in cucina cerchiamo di far felici i nostri clienti .Grazie Gabutti Patrizio arrivederci a presto
Gabutti Patrizio
Gabutti Patrizio Grazie Gianluca !!!
Ho cercato di non dimenticare nessuno, ma mi scuso se ho tralasciato qualcuno… bravi tutti di ♥️
Giovanni Rosi
Giovanni Rosi Grazie all’ Amministratore Gabutti Patrizio. Io e Marina siamo contenti che la fiducia che ha avuto in noi sia stata ripagata e , che dire ancora….un Bravi ad Antonio e Gianluca , continuate così….
 
Gabutti Patrizio
Gabutti Patrizio Pienamente ripagata la fiducia, Grazie a te e Marina…

 

 

ps  – chiedete la pasta al dente, ….la pasta (buonissima), non era ben al dente … !!!!!!! Basta chiedere prima….

 

Ciao a tutti..oggi con la mia famiglia sono andata a Foiano della chiana all’osteria da Antonio….siamo stati benissimo…grazie Patrizio del consiglio…locale semplice…pulito…portate di ottima qualità…ottimo prezzo…
Lo consiglio a tutti👍🌺

 

 

 

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Ristorante Bocasalina – Marcelli- Numana- Conero

 

 

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Indirizzo: Parco Regionale del Conero Sirolo, Via Litoranea, 209, 60026 Numana AN
Orari:

venerdì 12–14, 20–22
sabato 12–14, 20–22
domenica

(Pasqua)
12–14, 20–22

L’orario può variare
lunedì

(Lunedì dell’Angelo)
Chiuso
martedì 12–14, 20–22
mercoledì 12–14, 20–22
giovedì 12–14, 20–22

 

 

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Se fate una gita al Conero o siete in vacanza da quelle parti e vi volete togliere la soddisfazione di mangiare pesce ad altissimo livello sul mare a Marcelli, spendendo una cifra onesta rispetto al livello del luogo e della sua cucina, andate da Bocasalina. Io mi sono affidato a Giusy, nostra aderente al gruppo che sa parecchio di buona cucina e non ho sbagliato….Ancora sento il profumo di quella serata…

 

“Il vertiginoso successo del Bocasalina, l’emergente, anzi vincente, ristorante di Numana, sembra smentire tutti coloro che parlano di crisi del settore enogastronomico. Proprio sotto i riflettori della Riviera del Conero nasce una delle novità 2015 più gustose della terra marchigiana. Nessuna operazione di marketing per Andrea Iachini, Eugenio Gallo e Jacopo Ascani, gestori del limitrofo Sottovento. I tre puntano sulla cucina dello chef Simone Stacco e si affidano all’abilità in sala di Ronnie: nomi noti del settore a cui affiancano la loro capacità di saper intrattenere e coccolare la propria clientela. Gli ingredienti del successo? Al Sottovento affidano la leggerezza dello stare insieme unito ad una cucina semplice e collegata al divertimento. Per il Bocasalina invece l’attenzione è rivolta ad una buona cucina, attenta alla materia prima da proporre. E attenta pure al conto finale. In mezzo c’è esperienza e voglia continua di innovazione. Ancora deve scattare il primo anno del Bocasalina ma i risultati sono formidabili: quel terzo posto a TripAdvisor nella classifica dei migliori ristoranti della provincia di Ancona è sorprendente. Proprio dietro ai guru marchigiani e nazionali Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, non si poteva chiedere di più.”

fonte link all’articolo

 

e Giusi Cenciarelli, nostra aderente al gruppo !

Lo so che volete i prezzi… Ma col pesce a quel livello é davvero difficile, diciamo che da 40€ vi potrete togliere qualche bella soddisfazione…Buon appetito

 

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