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Esplora il significato del termine: I campioni della pizza by Gambero RossoI campioni della pizza by Gambero Rosso

 

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“La pizza è all’alba di una nuova grande stagione, grazie a una schiera, sempre più ricca di bravi pizzaioli, siano essi cultori della tradizione o artefici di proposte gourmet”scrive il Gambero Rosso nel presentare la Nuova Guida alle Pizzerie. In altre parole, l’evoluzione di questa specialità italiana segue le orme della ristorazione, tra creatività e rinnovamento.

La regione leader – e certo non fa meraviglia, essendo la culla della pizza – è la Campania con 12 locali Tre Spicchi; la Pizza all’Italiana vede premiati il Lazio con 3 locali, Piemonte e Abruzzo con 1. Nella sezione Pizza Gourmet svetta il Veneto con 3 locali; Emilia Romagna, Toscana e Lombardia con 2; Piemonte, Friuli V.Giulia, Marche, Umbria e Lazio con 1.

30 GIUGNO 2014 | di 

 

Link all’articolo completo : corriere della sera

 

 

 

 

 

L’uovo alla KOK – Aldo Buzzi

L’uovo alla kok: ricette, curiosità, segreti di alta e bassa cucina : dall’insalata all’acqua alla pastina in brodo della pensione, da Apicio a Michel Guérard, da Alexandre Dumas a Carlo Emilio Gadda, dal curato di Bregnier a san Nicolao della Flüel'uovo alla kok

Non necessariamente i libri di cucina debbono essere massicci, enciclopedici e terrorizzanti per tecnicità. Questo Uovo alla kok, per esempio, è tutto l’opposto: più che a quei maestosi trattati, si avvicina al tono di una conversazione fra amici dove occasionalmente si trasmettano importanti segreti di «alta e bassa cucina». Segreti che possono riguardare l’insalata come anche certi piatti esotici e inauditi. E ogni volta si tratterà di suggerire qualche accorgimento indispensabile, di quelli appunto che «non si trovano nei libri». Non c’è bisogno, ormai, di citare Lévi-Strauss per far riconoscere che la cucina è un prezioso elemento della civiltà, dalle innumerevoli ramificazioni. La cucina prosegue naturalmente nei luoghi (ristoranti, bettole, caffè), nelle maniere (il servizio, gli usi a tavola, gli effetti, afrodisiaci e no), nell’immaginazione (testimonianze ovunque nella letteratura). E ci si potrà persino spingere ad affermare che la cucina, prima di ogni altra cosa, è un sapere occulto che serve al piacere come alla sopravvivenza. Aldo Buzzi ha voluto tenere insieme questo delicato groviglio: il suo libro tocca tutti questi aspetti e ci si presenta come una conversazione continuamente interrotta da ricette (mai banali e tutte sperimentabili senza troppe difficoltà), cosparsa di piccoli tocchi eccentrici e osservazioni discretamente erudite, adatte a insaporire un libro sui sapori, scandite da alcuni squisiti disegni di un maestro di ironia: Saul Steinberg. Quanto all’intenzione del libro, essa è antica e potremmo anche dire «classica»: essere utili al lettore senza dimenticarsi di divertirlo.

Il Romanzo del vino – Roberto Cipresso

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ROBERTO CIPRESSO
con Giovanni Negri e Stefano Milioni

IL ROMANZO DEL VINO
presentazione di Robert Parker jr.
Piemme, 2006 pp316

Se in ogni tempo e in ogni luogo la civiltà è spesso cominciata con una vigna, è perché niente è vivo più del vino. Il vino comprende, sogna, ricorda, progetta. E racconta. Di piccoli casolari nel Chianti e di moderne Babele come New York e Parigi. Di come mille status symbol non valgano un omino novantenne che sa dire di ogni bicchiere da quale vigneto proviene. Di come, dalla Roma dei Cesari a oggi, il vino si sia fatto persuasione, politica, persino religione. Di come uomo e vino abbiano imparato ad addomesticarsi a vicenda, anche grazie a un maledetto ragno. Di vini supponenti per 400 anni di storia e di vini umili dopo 2.000 anni di vita. Di un giro del mondo in 80 terre per incontrare il dottor Merlot, il tennista Chardonnay, i cugini Cabernet, e apprendere che la Sicilia è madre dell’Australia. Di come il piacere del bere e il piacere dell’amore spesso si assomiglino, sino a confondersi. Uno straordinario viaggio nella storia e nella filosofia del vino, della vite, e della vita, che offre tutte le emozioni e le sensazioni che un grande bicchiere sa suscitare.

“Il pesce povero diventa chic” In un libro la guida ai piatti più gustosi

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di Massimo Spampani
Qual è il miglior pesce? Si potrebbe rispondere: quello che fa meno strada, quindi quello che arriva freschissimo direttamente dalle zone di pesca sulle nostre tavole. Il pesce azzurro appartiene certamente a questa categoria. Ma cosa si intende per pesce azzurro? Nei mercati e tra la gente, e a volte anche tra i ristoratori, c’è molta confusione, sarà perché in realtà il pesce azzurro non è un vero e proprio gruppo ittico scientificamente definito, ma una denominazione popolare e commerciale che identifica un serie di pesci di piccola pezzatura che si distinguono dalla colorazione dorsale blu scuro e ventrale argentea. Non ne fanno parte pesci come i tonnidi, la ricciola, il tonno e pesce spada e almeno per quanto riguarda l’Adriatico (popolato abbondantemente da pesce azzurro che qui ha antiche tradizioni di pesca e culinarie),sono solo sette le tipologie di pesce azzurro che si possono classificare con sicurezza: sardina, alice, sgombro, sugarello, aguglia, papalina e anche l’alaccia, considerata tecnicamente un pesce azzurro, ma che se pescata viene rigettata in mare perché ha troppe spine. Continua a leggere “Il pesce povero diventa chic” In un libro la guida ai piatti più gustosi

La storia di ciò che mangiamo Renzo Pellati

Spiega Renzo Pellati: «I maccheroni sono nati nel deserto. Gli Arabi furono i primi a essicare la pasta per consentirne una lunga conservazione. Confezionavano cilindretti di pasta forati per un rapida essicazione. Ne parla un antico documento, una specie di ricettario risalente al IX secolo, scritto da Ibran’ al Mibrad: descrive un piatto, la rista: maccheroni cotti e conditi con lenticchie».

http://www.danielapiazzaeditore.com/Novita2010/LaStoriaDiCioCheMangiamo.htm

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Guida alle trattorie di Napoli, storie luoghi e ricette della tradizione – Giulia Cannada Bartoli

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Cari Napoletani e dintorni….grazie alla socia Laura Marone dagli Usa….
Ecco nù pensiero accorato per voi

La prima storica guida a 50 trattorie e osterie tradizionali di Napoli con la soglia di prezzo a venticinque euro. Un lavoro di ricerca durato quasi tre anni, vicolo dopo vicolo, quartiere per quartiere, completo di indirizzi, numeri di telefono, giorni di chiusura, ferie e siti internet. Percorsi appassionanti nelle viscere della città, in luoghi dimenticati o improbabili, sedi di locali con almeno cinquant’anni di storia alle spalle; fatica e passione fortunatamente tramandate di generazione in generazione. Un lento e gustoso viaggio nei luoghi, quartieri, vicoli, piazze e monumenti alla riscoperta di una Napoli fatta di persone e di sapori che stanno scomparendo. Nessun cedimento al folklore o all’iconografia popolare, bensì un lavoro approfondito fatto di giorni a contatto con i titolari e la clientela delle trattorie, per fissarne i gusti, le ricette, l’atmosfera e, non ultima, l’umanità. La pubblicazione non fa classifiche e non assegna punteggi perché si distacca dall’accezione generale del termine ‘guida’, avvicinandosi al senso del viaggio nella tradizione della cucina popolare partenopea. Ed ecco i ragù di eduardiana memoria, la genovese, la parmigiana di melanzane, il gattò di patate, le minestre azzeccose con i legumi, la mozzarella in carrozza, il baccalà in mille modi, le alici fritte, le salsicce e friarielli, le polpette al sugo e tanto altro ancora, come le ‘graffine’ fritte con fecola di patate, quelle che riportano all’infanzia. Dal web lucianopignataro.it alla carta, con foto, testi storici e leggende popolari. In appendice una raccolta di ricette della tradizione gastronomica delle osterie partenopee. 

LINK AL SITO 

 

Come cucina bene la mi nonna – Sara Cacioli

Finalmente ho trovato il tempo ed ecco la parte inedita del mio libro di ricette ‘Come cucina bene la mì nonna’…  la parte da cui è nato tutto il libro in realtà. Avevo molte ricette di mia nonna e in realtà credevo quasi tutte, ma poi appena mi venne in mente di scrivere il libro, per raccontare i miei nonni, cui fare una dedica, per sicurezza di prenderle tutte, munii mia mamma di una agenda e molti fogli e per l’intero anno 2009 lei mi ha trascritto:

  •  tutti i menù fatti in casa, pranzo, cena e festività
  •  cosa riportava mio nonno dall’orto… o dal bosco… funghi, castagne e tartufo hanno una sezione dedicata nel libro
  •  cosa cucinava e conservava mia nonna, ricette e conserve

http://blog.giallozafferano.it/cucinomasareiadieta/2013/11/09/ricette-della-nonna/

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