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QUALI SONO I TEMPI DI COTTURA DELLA BOLLITURA?

La bollitura è la più utilizzata tra le tecniche di cottura disponibili. Impiegata per cuocere vari alimenti, dalla pasta al riso, dalle carni al pesce passando per verdure e uova, a differenza delle altre tecniche non prevede il contatto diretto con il cibo, ma richiede l’utilizzo di un recipiente impermeabile all’acqua e resistente al fuoco. Nella storia, l’introduzione della bollitura fu fondamentale poiché consente di ottenere cibi più digeribili, appetibili ed anche igienici. Alcuni alimenti inoltre, come la pasta, i legumi secchi ed i cereali, senza una preventiva bollitura non sarebbero assolutamente commestibili. Inoltre può rendere alcuni prodotti più conservabili perché elimina germi e tossine.

In questo metodo di cottura il trasferimento del calore agli alimenti avviene per convenzione, quindi l’energia termica si propaga al cibo attraverso un liquido che funge da mezzo di cottura che, scaldandosi dal basso, cioè dal fondo del tegame a contatto con la fiamma, trasmette il calore attraverso movimenti interni.

Sebbene la bollitura venga condotta a 100 °C, temperatura relativamente bassa se confrontata a quella della frittura o in forno, il contatto diretto e continuo di tutta la superficie del cibo con il mezzo di cottura rende questa tecnica estremamente efficace.

 

 

 

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Bacche di Goji, UN FRUTTO SEMPRE PIÙ DIFFUSO

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pa1Patrizio Gabutti per Mangiare bene

 

 

Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile pensare di fare uno spuntino a base di bacche di Goji, ma oggi il frutto, che cresce spontaneamente in Tibet, Mongolia e in alcune regioni della Cina, si è trasformato in un vero tormentone e ha trovato un suo spazio sugli scaffali dei supermercati in tutta Italia, e non soltanto. Infatti, non tutti sanno che questo prodotto ha anche una sua versione made in Italy, apprezzata proprio per la sua qualità.
Questo frutto dalle straordinarie azioni per la medicina tradizionale cinese, deve parte del suo successo all’eco dei suoi benefici e al piacevole gusto simile al mirtillo, ma vediamo effettivamente quali sono le sue proprietà, le controindicazioni e le caratteristiche delle bacche di Goji rigorosamente italiane.

 

 

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Acquacotta Casentinese (antica ricetta) e rivisitazioni

 

Acquacotta del Casentino

Acquacotta alla Stiana

L’acquacotta è il piatto tipico di Stia e si prepara con cipolle, brodo, fette di pane abbrustolite, fegatini di pollo, sale e pepe. Un piatto povero ma buonissimo che serviva in passato a dare l’energia necessaria ai carbonai e ai boscaioli.

 

 

 

 

vai al link…http://casentinolive.it/acquacotta-casentinese.html

 

Acquacotta-Casentinese

I GRIFI ALL’ARETINA

 

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I Grifi sono le parti magre e callose del muso del vitello.
Si possono usare, per arricchire il piatto, anche le guance.

Nella tradizione gastronomica aretina è d’uso una ricetta che sfrutta queste parti cuocendole in umido con aromi, spezie, odori e pomodoro, realizzando un piatto semplice ma gustoso e saporito.

Vai al link…http://www.grifi.it/

pa1Patrizio Gabutti per mangiare bene

COSA MANGIARE CON L’INFLUENZA PER AIUTARE IL CORPO

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Con questo clima altalenante, vestirsi in maniera adatta a contrastare gli agenti climatici diventa davvero complicato. Ed ecco che inesorabilmente arriva l’influenza a tormentarci con tosse, febbre, mal di gola, congestione nasale e dolori alle ossa. Prima di correre in farmacia, vale la pena seguire qualche consiglio su cosa mangiare con l’influenza, in modo da riuscire ad accelerare il processo di guarigione e sentirci meglio più in fretta. In più, anche se non siete a letto con l’influenza, seguire semplici regole alimentari può essere utile a rafforzare il sistema immunitario e a mantenerci in salute.

 

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http://www.ilgiornaledelcibo.it/cosa-mangiare-con-l-influenza/

 

Il ministro per mangiare bene

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Chiedere gli avanzi è un regalo che fate allo chef

 

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Chiedere il cosiddetto «doggy bag» è «figo». Parola di chef Barbieri. Anche in cucina non si spreca niente: «Per esempio il pane avanzato nei cestini dei clienti è usato per preparare il pranzo della brigata, il vino delle bottiglie aperte lo utilizziamo per i fondi o per sfumare il risotto. O ce lo beviamo noi a fine servizio».

 

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L’amaro e il piccante dell’olio

 

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È importantissimo realizzare che l’amaro e il piccante sono due elementi imprescindibili della qualità eccelsa dell’olio extra vergine. Poiché l’eccellenza viene data sia dalla raccolta anticipata delle olive direttamente dall’albero (brucatura) sia dall’immediata frangitura entro le 3-4 ore successive, l’amaritudine dell’oliva viene conservata integralmente nell’olio ed è quindi in effetti indice della sua qualità.

In chiusura dell’analisi gustativa, è possibile avvertire nel finale di bocca una marcata piccantezza, indice, oltre che della grande qualità, anche di un’alta concentrazione di polifenoli antiossidanti. Un vero toccasana per la nostra salute cardiovascolare.

Inoltre, bisogna anche evidenziare che, al contrario del vino, l’acidità di un olio non è identificabile attraverso l’analisi organolettica, ma solo tramite specifici processi chimici di laboratorio.

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