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La carne di Kobe: ecco quello che dovete sapere prima di parlarne

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Kobe: questo sconosciuto! No, non è il titolo di un nuovo saggio sulla carne, ma è la sintesi di uno degli argomenti che più di ogni altro è al centro dell’ attenzione, per quanto riguarda la cucina giapponese. Questa particolare e pregiatissima qualità di carne proviene da una rarissima razza di manzo, caratterizzata dal distintivo colore nero e dalla mole imponente. Questi animali infatti furono introdotti in Giappone al fine di coadiuvare i contadini nella pesante coltivazione del riso gohan. Nel diciannovesimo secolo i giapponesi cominciarono a consumare questa carne e ne rimasero affascinati dalla sua tenerezza e dalla distintiva marezzatura. Il nome esatto della specie è Kurolem Wagyu o Tajima Wagyu, ad indicarne proprio la caratteristica colorazione nera, la parola Kuro in giapponese significa per l’ appunto nero. Kobe è semplicemente la città situata nella prefettura di Hyogo, divenuta famosa per l’ allevamento del Wagyu.

 

 

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L’Olio Buono e Sano della Valdichiana

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La cucina toscana fa un grande uso dell’olio extra vergine d’oliva. Si suggerisce l’utilizzo a crudo, ma grazie al suo elevato punto di fumo l’olio extra vergine di oliva non è dannoso se cucinato. Consigliato anche per friggere, la sua migliore esaltazione rimane insieme al pane, semplicemente. In Toscana preparare ai bambini una merenda a base di pane e olio non è solo una genuina abitudine, ma una vera e propria tradizione.

 

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MENO SALE, PIU’ SALUTE

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di Andrea Lupo

Attenti al sale! Gli italiani consumano troppo sale, circa il doppio delle dosi giornaliere consigliate, con effetti preoccupanti sulla salute: ipertensione e malattie cardio-vascolari in primis. Lo confermano i primi risultati pubblicati dal progetto Minisal-Gircsi (Gruppo di lavoro Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sale in Italia) e raccolti in 9 Regioni italiane.

I dati mostrano un consumo medio giornaliero di sale maggiore tra gli uomini (11 grammi) che tra le donne (8 grammi), valori entrambi superiori ai livelli raccomandati di 5 grammi al giorno, con un consumo medio maggiore nelle regioni del Sud. E questa rilevazione riflette perfettamente i dati disponibili, suddivisi per macroaree, sulla frequenza dell’ipertensione nella popolazione generale e sulla distribuzione dell’obesità.

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Mangiare girando Genova: 5 esperienze enogastronomiche che sarebbe un delitto non fare

 

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Se siete in visita a Genova, per un weekend, prendetevi questo consiglio: prima di tutto dimenticate la parola “visita”. Perché Genova è una di quelle città che vanno assaporate fino in fondo, ad ogni ora del giorno e della notte, anche se solo per un fine settimana. Poetica e sgraziata, autentica e vissuta, vi racconta la sua essenza fra i carruggi, ora stracolmi di gente, ora deserti, ora popolati da figure che pensavate vivessero solo nelle canzoni di De Andrè. E se avete l’animo un po’ sensibile a queste cose ne respirerete l’aria della città di porto: quella del calderone della diversità che nei secoli ha plasmato un’armonia di tradizioni e che ne ha fatto una città ricca, che freme di un’energia tutta sua.“Tutto molto bello e poetico”, direte voi, “ma non era un articolo su dove mangiare a Genova?”. Sì e no, perché più che consigliarvi i migliori ristoranti e le migliori trattorie per assaggiare i suoi piatti tipici, ho intenzione di proporvi 5 esperienze gastronomiche da fare girando Genova, che secondo me, e sottolineo secondo me, vale davvero la pena di fare.

Andiamo.

 

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Abbinare vino e cibo

 

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 Le regole base per non sbagliare

Sappiamo come abbinare vino e cibo? Servono poche regole base per non sbagliare, riuscendo così ad esaltare il sapore degli ingredienti e del vino. Bianchi, rossi, rosati e champagne, ogni vino necessita di essere abbinato con cibi ad hoc.

Accade molto frequentemente che, sia a casa sia al ristorante, ci troviamo in difficoltà quando si tratta di abbinare vino e cibo. Capiamo insieme le regole base per non sbagliare. Con quali pietanze possiamo abbinare il vino rosso? E, invece, il gusto più leggero di un vino bianco, con quali piatti si sposa meglio? Per gustare un calice di vino rosato e di champagne, quale piatto è maggiormente consigliato? Tra la certezza di abbinamenti classici, come la carne con il vino rosso, e altri più azzardati, ovvero la combo, ormai sdoganata, pesce e vino rosso, approfondiamo insieme uno dei quesiti che da sempre accompagna il mondo enogastronomico. Perché azzeccare la combinazione corretta tra vino e pietanza vi farà assaporare meglio ogni boccone, esaltando sensazioni gustative armoniche.

 

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Il pesto: curiosità e consigli d’acquisto Quali sono le origini del pesto genovese? E perchè diffidare di quello già pronto?

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Così com’è accaduto per le cucine di altre regioni d’Italia, anche quella ligure ha preso forma e s’è perfezionata lungo i secoli. A differenza delle altre però, qui è stato fondamentale il ruolo di Genova nei traffici commerciali lungo le rotte marittime mediterranee ed il suo monopolio su certi alimenti che qui giungevano via mare da terre allora lontanissime.

Il “pesto delle origini” avrebbe avuto una quantità superiore d’aglio, retaggio degli usi dei marinai durante i lunghi viaggi in mare

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Macedonia Sfiziosa

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Avete mai pensato da dove deriva il nome “macedonia” ?

Anche in questo caso probabilmente dobbiamo ricorrere ai francesi, infatti la parola francese “macédoine”significa miscuglio di cose diverse.

 

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Le novelle culinarie di Titti

 

imparate a cucinare questo piatto ne vale la pena e fate un giretto in questo blog di Tiziana !!!!!!