Casale l’Antico Carro – Ristorante e B&B – Loc.Montalla – Cortona

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pa1Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

IndirizzoLocalità Montalla, 26, 52044 Cortona AR
Proposta di….

Ieri sera, cena degustazione con birre artigianali al Casale l’Antico Carro in Loc.Montalla , Cortona .

Un posto molto carino e accogliente .

Il cibo tutto ottimo, dall’antipasto al dolce, tutto fatto in casa .

L’idea di fare una serata birra direi davvero originale .

Gli abbinamenti con ogni portata : fantastici ! Ovviamente lo stinco non poteva mancare !

Un posto che consiglio a chi ama la buona cucina e le porzioni abbondanti !

 

Vi posto il menu dell’evento di ieri sera .

 

 

 

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Dieta detox: come depurarsi dopo le vacanze estive

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Ora, una dieta, per essere depurativa e detossificante, deve permettere una rapida eliminazione delle tossine e ridurre al minimo l’introduzione di nuove. Per farlo, specifica la dottoressa, “deve naturalmente sostenere la funzionalità di tutti quegli organi deputati all’eliminazione di scorie, quindi fegato, reni e intestino, sovraccaricati dagli eccessi alimentari”.

 

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adesso vai direttamente al LINK, clicca quì

 

 

A PROPOSITO DELL’AUTORE

Elena Rizzo Nervo

Elena è nata a Bologna, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, nutrizione e alimentazione e illegalità alimentare. Il suo piatto preferito é il Gateau di Patate, “perché unisce gusto e semplicità e conquista tutti”. Per lei in cucina non può mancare una bottiglia di vino, “perché se c’è il vino c’è anche la compagnia…”

 

 

10 TRUCCHI PER NON SBAGLIARE LA COTTURA DEL PESCE AL FORNO

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Quando si tratta di ricette a base di pesce è difficile sbagliare, il pesce è sempre buono. C’è una cottura, però, che mette d’accordo sempre tutti, molti la preferiscono, non solo per il gusto, ma anche perché più semplice e veloce da realizzare: il pesce al forno.
Abbiamo voluto approfondire la cosa per voi, vediamo, quindi, quante tecniche esistono e quali sono le 10 dritte che possono essere utili per ottenere un risultato ottimale.

 

vai al link

 

http://www.ilgiornaledelcibo.it/pesce-al-forno/

 

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La Commendina- Locanda del Bagnoro- Arezzo

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IndirizzoLocalità Le Pietre, 21-24, 52100 Arezzo AR

Orari

venerdì 19:30–23:30
sabato 19:30–23:30
domenica 12:30–15:30, 19:30–23:30
lunedì Chiuso
martedì 19:30–23:30
mercoledì 19:30–23:30
giovedì 19:30–23:30
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In pausa pranzo siamo andati a Lignano, in bicicletta, ed al ritorno, abbiamo fatto una sosta davvero piacevole alla Locanda “Commendina” del Bagnoro, in Arezzo. Locanda perchè in futuro gli piacerebbe avere anche alcune camere per gli ospiti….
Era del tempo che volevamo toccare con mano quanto di buono ci era arrivato all’orecchio…
Abbiamo conosciuto così tutta la famiglia Goti, che con vari compiti e ruoli, gestisce questo locale assai carino, nuovissimo e carico di tanta familiarità nel cibo e nell’atmosfera, quella che si percepisce subito, appena orientati in sala.
Luca, ci parla e ci spiega, quelle che erano e sono tutt’ora le sue intenzioni, più precisamente quelle di costruire un’atmosfera molto familiare, che parte dalle grandi qualità culinarie di mamma Rita, l’affettuosità e la grazia della sorella Martina e l’affetto per la famiglia del padre, commerciante di mangimi, da sempre conosciutissimo nella zona.
Il sogno di Luca infatti e’ quello di diventare un punto di riferimento per così dire molto familiare.., anche per la domenica a pranzo, per gustarsi i piatti che si realizzano con la grande capacità della mamma Rita e l’affetto di tutta la sua famiglia.
Il messaggio lo abbiamo subito visto applicato, già dopo pochi minuti, sia per la qualità di un cibo, davvero ben cucinato, sia per l’affettuosita’ che tutti i ” familiari” ti riservano, sei pervaso da un piacere antico, ormai sconosciuto.
La cucina e’ classica, realizzata alla perfezione da mamma Rita e grande risalto e sapore viene dato anche con una ricerca maniacale di genuinità e freschezza di tutto quello che finisce poi nei piatti degli avventori. Il km 0, Luca lo fa proprio vedere fuori dalla porta, nei campi pieni di orti e serre, che si vedono oltre la strada, che fanno venire gioia solo a guardarle.
Il basilico, dice Luca, va colto la mattina del suo utilizzo… ecc….ecc.. e così via …!
Abbiamo assaggiato in 2, mezza pappa al pomodoro 🍅 , io, un contorno di ratatuia con verdure di tutti i tipi, Isabella, 2 ravioli che a loro dire ed a ragione sono stati la scintilla per iniziare questa attività ( ravioli classici burro e salvia ), buonissimi, e dire che ne conosciamo di ravioli di primo livello.., una panna cotta ( vera ) con more appena colte nel bosco , ed il pezzo forte a nostro parere.. una Cheese cake con ricotta di pecora 🐑 con base di cantucci sbriciolati bagnati col vin santo portato dal babbo….
Due caffè ☕️ un quartino di ottimo rosso ed acqua minerale. € 42.50 per due persone.
Come successo a noi, chi dichiara di non esserci mai stati a mangiare, spetta un brindisino con un fresco prosecchino e assai piacevole.
Abbiamo visto passare tutti i piatti del menù, bellissimi… compreso uno spezzatino d’altri tempi e pasta fatta in casa. Dei francesi vicini nostri di tavola, hanno assaggiato tutto e dico… tutto!!!!!! Très bon…Très Très bon !!!!!
Insomma un locale piccolo, ben fatto, dove conviene andare per conoscere come cucina e propone il cibo, la famiglia Goti, che di casa abita proprio sopra la Comandina, un nome strano, che altro non è che il nome o denominazione catastale della zona… curioso… no ?

 

 

 

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Senza Tempo – Monterchi AR

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Tel 057570756
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” Senza Tempo ” e’ il nome del ristorante dove ci hanno portato a mangiare, per un pranzo di lavoro, nostri clienti. Abbiamo gradito tantissimo! Pranzo davvero eccellente, una vera sorpresa per me.
Sarò un po’ carente di notizie, perché essendo impegnati in questioni lavorative, non ci siamo dedicati, come in genere accade, a tutte le notizie e curiosità , che abitualmente ci servono.
Il ristorante, molto simpatico e bello, é a Monterchi, in centro, accanto, anzi adiacente, all’ingresso dove é sistemata la Madonna del Parto.
Giovani brillanti che si dedicano alla sala ed al vino il primo ed un altrettanto giovane chef, che prepara succulenti piatti, molto ben fatti, con un interessante menù, fatto di pasta fatta in casa, sughi di chianina, ravioli ed altra pasta ripiena con tartufo doc !!
Davvero bravi e simpatici i giovani, molto, molto bravi e che tirano fuori dal loro cilindro ottimi piatti.

Ottima la carne di fassona, ben cotta, saporita e succulenta…


Secondo noi un locale dove ci va assolutamente tornato… ci torneremo presto per completare le notizie che mancano (menù e prezzi, pensiamo buoni).
Ci sembra, ma non ne siamo sicuri, che ci sia un collegamento… con il più noto, la Vecchia Pieve, quello lungo la statale dopo Monterchi, lungo la statale per città di castello.
Intanto guardate queste foto..

Per i prezzi posso pensare che la qualità elevata dei piatti ed i vini di qualità possano essere proporzionati, ma saremo o sarete collaborativi per scoprirlo prima.

Una cosa è certa, ci va assolutamente tornato !!!!! e presto davvero !

Tel 057570756

 

 

 

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“La Pieve Vecchia” – Monterchi AR

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com10Patrizio Gabutti per Mangiare Bene

 

 

IndirizzoLocalità Pieve Vecchia, 12, 52035 MONTERCHI AR

Orari

venerdì 12–14:30, 19–23
sabato 12–14:30, 19–23
domenica 12–14:30, 19–23
lunedì 12–14:30, 19–23
martedì Chiuso
mercoledì 12–14:30, 19–23
giovedì 12–14:30, 19–23

 

 

Gita e pranzo domenicale in Valtiberina, scegliamo “La Pieve Vecchia” a Monterchi: Ottima scelta !

Due antipasti: Uova della suocera, uova in coccio con formaggio e tartufo
Due secondi: Petto d’anatra agli agrumi e agnello fritto, come contorno prendiamo un misto di cavoli stufati, ottimi.
Boccia di vino (della casa, buono) Acqua, coperto e due caffè 68.50€

Elisa Castellani Concordo, il posto è un chicchino, si mangia bene e si spende bene.

Il complesso ” La Pieve Vecchia ” è costituito da più casali, alcuni dei quali ancora in ristrutturazione. La struttura principale risale al 400 è rappresenta il fulcro della prestigiosa Country-House.

Con un intervento radicale e rigoroso, una ristrutturazione in maniera conservativa, si sono rispettate le norme architettoniche dell’epoca; le vecchie pietre, il ferro battuto a mano, le travi in legnorendono questi antichi casolari toscani, un tranquillo e pregiato punto di ristoro.

Nello splendido paesaggio Pierfrancescano, dietro l’edificio principale, è stata ripristinata la vecchia “Aia” dove si affacciano due ex fienili, oggi trasformati in accoglienti camere, nonché una stupendasuite con vista sulle medioevale Monterchi e Citerna.

Un ospitalità che risponde alle molteplici e più diversificate esigenze della clientela, sia questa nazionale che internazionale.

 

La Storia

Il Ristorante de “La Pieve Vecchia” occupa la struttura e l’area nella quale tra il V e il VI secolo fu eretta la pieve paleocristiana di Sant’Antimo.

Si tratta dunque di un insieme architettonico antico, il cui fascino è rimasto invariato nei secoli per questa sua origine così prestigiosa.

Essa ha sempre conservato il nome di Pieve Vecchia, anche dopo che , attorno al secolo XI, la chiesa di Sant’Antimo fu trasferita per motivi di sicurezza sulla collina al di là della strada che collega Monterchi e Città di Castello, dove è ancora visibile.

L’edificio fu da quel momento utilizzato come struttura aggregata per l’amministrazione dei “tenimenti” che Sant’Antimo possedeva tutto attorno, ma anche come foresteria.

Tutto questo accadde sin dagli inizi del Seicento, quando la Pieve Vecchia e i terreni di pertinenza furono destinati prevalentemente ad attività agricole.

Per la sua collocazione al confine tra la Toscana e lo stato del Papa, lungo una strada importante come quella che collega Arezzo e Città di Castello, la Pieve Vecchia è stata nei secoli un sicuro punto di riferimento per tutti coloro che vi passarono di fronte.

Pellegrini, personaggi delle diplomazie dei potentati medievali e delle corti rinascimentali dell’Italia Centrale, condottieri e gente di ogni risma trovarono sicuri approdi lungo questo tragitto breve e comodo che scorre tra questo estremo lembo orientale della Toscana, l’Umbria settentrionale e le Marche.

Il Ristorante de “Pieve Vecchia” inizia dunque la sua attività evocando tali memorie, che si rifanno ad una storia illustre e impreziosita dai segni di laboriosità e di ospitalità di questa terra altotiberina.

… e poi caro amico quando vorrai tornare al mondo e ristorarti dopo il lungo cammino,
vai, alla Pieve Vecchia, antico luogo, dove, anche se arrivi tardi, sempre ti si apparecchia.

Urbino, 19 Maggio 1858
da una lettera di un viaggiatore del sec. XI

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Osteria Pulcino Nero – Foiano della Chiana AR

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pa1Patrizio Gabutti per Mangiare bene

 

 

 

 

IndirizzoPiazza Giorgio Ambrosoli, 6, 52045 Foiano della Chiana AR

Orari

venerdì 12:30–15, 19:30–22:30
sabato 12:30–15, 19:30–22:30
domenica 12:30–15, 19:30–22:30
lunedì 12:30–15, 19:30–22:30
martedì Chiuso
mercoledì 12:30–15, 19:30–22:30
giovedì 12:30–15, 19:30–22:30
Telefono0575 080797

 

Un pezzetto di Napoli nel cuore della Toscana: il ristorante Osteria Pulcino Nero è una sosta obbligata per gli amanti della vera cucina di pesce. La giovane coppia di gestori, rigorosamente patrenopei, propone una carta tanto ricca quanto profumata di mare. Non mancano, tuttavia, succulente ricette di carne, come gli scialatielli al ragù, la tagliata di chianina e il filetto. Da non perdere i dolci, tra cui non può mancare la tradizionale pastiera.

 

Proposta di Serena Paci e Giulia Manganaro

 Proposta di
Serena Paci Io ci sono stata a cena un po’di tempo fa con un coupon!quindi a livello di prezzi nn posso dare informazioni in quanto noi avevamo già un menù prestabilito.posso però dire che il locale è molto semplice,cucina di pesce ,il personale é gentile e i piatti di buona qualità e giusta quantità!Io ci tornerei
Giulia Manganaro Anche io ci sono stata un po’ di tempo fa con un coupon perciò prezzo differente da una classica cena e menù con portate già stabilite,
Locale piccolo ma carino mangiare buono soprattutto la frittura di pesce
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Bravissimi giovani campani esperti vini pesce carne prelibati ambiente piccolo raccolto ben tenuto pulito riservato con picchi culinari realmente notevoli, anche inediti, od ottimi classici da bistecca a buon pesce estremamente disponibili e cordiali
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Mi sono fermato per caso in questa piccola osteria fuori del centro di Foiano, difficile anche da vedere essendo in un parcheggio poco visibile. Locale piccolo, pochi tavoli interni e pochi esterni, ambiente nuovo, moderno e ben arredato. Gestito da una famiglia, la signora in cucina gentilissima. Il menù è principalmente di pesce e devo dire che ho mangiato molto meglio qui che in alcuni ristoranti sulla costa con prezzi più alti. Una zuppa di cozze vongole degna di un premio, ottima, ed un primo di pesce fatto espresso. Tutto veramente al top. Prezzi normali, comunque bassi rispetto a come si mangia. Peccato sia nascosto, ma è un locale che merita perchè si mangia benissimo, si spende abbastanza poco e sembra di essere in famiglia. Complimenti per la cucina e per la gestione. Bravi
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Avevamo accennato tempo fa che questo PULCINO NERO di Foiano della Chiana era degno di attenzione, ma adesso abbiamo toccato con mano ( e bocca..) questo ristorante che ci ha messo tanta euforia addosso.
Isabella ha detto e lo abbiamo scritto nel nostro saluto…scritto ” un pezzo del regno di napoli nella val di chiana”, ed è proprio una considerazione azzeccatissima, perché, cibo a parte, è la loro Napoletanita’, schietta, cortese, ospitale ed allegra che emerge da una simpaticissima coppia di coniugi con due figli che stanno studiando all’alberghiero delle Capezzine, la prima prerogativa, la prima immagine emozionante, che emerge dopo aver conosciuto Luca e Femy… titolare e moglie.
Sono molto carini, affabili, cortesi e sembra di averli sempre conosciuti. Sembra proprio che abbiano avuto un incarico preciso, ….quello di fare stare bene gli avventori.
“Sedetevi” … ha detto Luca… “vi faro’ stare bene” !!!!! Ed era vero, siamo stati benissimo in un locale molto simpatico, piccolo ( 25 posti) e molto ben arredato.
Luca si approvvigiona di pesce da un mercato di Grosseto, dove lui dice, che trova ottimo pesce freschissimo….
Il menu è essenziale ed è variabile anche in base al pesce reperito o non reperito, con molte tendenze ad utilizzare ricette e piatti napoletani, come gli gnocchi alla sorrentina, il cuoppo di pesce fritto e patate, cosi cone tutti i primi di pasta con utilizzo di marche artigianali tipiche… scialatielli, paccheri… tutti con ricette a base di pesce, profumatissimi. Ma non manca la bistecca ed altri piatti tipici, come i formaggi ed i salumi…
Consigliatissimi i dolci realizzati da Femy… con scelte minimali ma eccellenti : abbiamo gustato nel complesso, gnocchi alla sorrentina, profumati con un basilico che si sentiva a distanza, pommarola campana e
mozzarella di ordinanza, misto caldo di cozze e vongole, piccole ma saporite, con pane abbrustolito, poco agliato per noi Toscani, ma adatto al piatto, un cuoppo molto ben fritto con molti gamberi e parecchi calamari, infine un tirami sù appena fatto e notevole.
Il cuoppo ed il dolce preso a metà tra di noi due ✌️ ed abbiamo speso 45 € totale per due persone, con un mezzo litro di vino bianco della casa, maremmano, di buona qualità. Non vedo nel conto il dolce che penso sia stata una dimenticanza, come dimenticanza, luca non mi ha portato un liquore amaro solo preannunciato….
I prezzi per singolo piatto non sono bassi, ma giusti per la qualita’ del cibo.
Il locale, oggi di domenica, era pieno, ieri hanno girato i tavoli tre volte, molti stranieri, dunque opportuna la telefonata per prenotare il tavolo.
Come detto i prezzi sono tutti proporzionati alla qualità del cibo, però penso che con una trentina di euro a testa si possano avere buone sensazioni di sazieta’ con cibo di qualità e ben presentato.
In attesa dei figli che stanno terminando gli studi alle Capezzine.
Abbiamo pagato, ringraziato ed anche abbracciato tutti e due come vecchi amici di Vico Equenze o di Castellamare di Stabbia ed a tutti e due ✌️abbiamo insegnato cosa vuol dire “ ci va andato”….!!!!! Passerete una piacevole serata assaggiando in particolare dei primi di ottimo livello.
La prima prerogativa è che non strafanno e questo rende tutto più semplice e piacevole.
Ministri soddisfattissimi. “Ci Va tornato”
Cercate l’indirizzo col tom tom, non è facile individuarlo… ms siamo a Foiano… non NY….. provate a chiedere al vecchio molino( dove era il molino di foiano)..

 

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Ristorante Belvedere Monte San Savino AR

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Specialità toscane in un locale rustico-elegante con pietra a vista e terrazza affacciata sulla campagna.
IndirizzoLocalita’ Bano, 223, 52048 Monte San Savino AR
Orari

mercoledì 12–22:30
giovedì 12–22:30
venerdì 12–22:30
sabato 12–22:30
domenica 12–22:30
lunedì Chiuso
martedì 12–22:30
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Ristorante Belvedere Monte San Savino oste Massimo Rossi, cucina km0,’e tante proposte anche per intolleranti e vegetariani….. se non ci siete mai andati provatelo!!! Ahh dimenticavo…. l’ acqua è a gratisse……

Commenti
Andrea Nenne
Andrea Nenne In due abbiamo preso antipasto fiori fritti, asparagi selvatici con uovo in camicia, secondi arista maiale al finocchietto e un millefoglie di melanzane intervallato a fette di vitello alla pizzaiola, contorno una verdura grigliata, un calice di vino locale, 2 caffè mi pare 47 euro in due cmq sotto i 50……. mi sembra più che onesto….

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Gestire

Paolo Scerpena
Paolo Scerpena Forse un po’ sottovalutato in zona, ma anche a noi piace moltissimo, fanno anche le pizze con farine di grani antichi e altri prodotti di grande qualità e a km “vero” zero, il loro orto! Noi abbiamo apprezzato moltissimo, e pensiamo sia valsa la pena spendere qualche eurino in più, poi degustibus! 😉 Servizio come sempre impeccabile, birre artigianali e ampia scelta di vini, prezzi umani!

L'immagine può contenere: cibo

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Gestire

Andrea Nenne
Andrea Nenne Pienamente d’accordo con te…. non mi sono dilungato troppo in complimenti, ma è davvero un ottimo ristorante, soprattutto dove si c’ è ricerca e voglia di fare…. a partire dal pane, dalle verdure, e dove ci sono delle idee, un posto dove i secondi non sono solo tagliate o filetti….

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 · 7 h

Gestire

Andrea Guerri
Andrea Guerri Mi permetto di dire che stiamo parlando di ECCELLENZA quando nominiamo massimo rossi. Primo è da anni presidente illustre e benemerito della mia associazione AIS associazione italiana sommelier delegazione di arezzo, da anni ai vertici nazionali e mondiali addirittura. In secondo luogo le verdure e le primizie sono a metri zero dell’orto del belvedere, funghi, asparagi e tartufi sono dei boschi del monte s.savino accanto al ristorante e cercati e raccolti da massimo rossi stesso. In piu l’arte della cucina povera rivisitata, la cultura,la tradizione, la ricerca del gusto nel rispetto delle stagioni e della altissima qualità delle materie prime fanno del ristorante belvedere un’eccellenza aretina. Per di più a prezzi a dir poco onesti. Provare x credere, località Bano, lungo la strada che da monte s.savino prosegue verso Palazzolo e gargonza. Saluti
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Il Formaggio in Montagna e nel Maso : il Graukase – Storia del formaggio

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Il lavoro domestico: fare il formaggio *

Nell’ambito dell’economia del maso il formaggio non rivestiva quel peso che ha tradizionalmente in altre zone di montagna, gli altipiani veneto-trentini in primis. In generale si può affermare che i formaggi sudtirolesi erano in genere più leggeri e magri in quanto la lavorazione del latte era innanzitutto indirizzata alla produzione del burro, pilastro della cucina e fonte irrinunciabile di grassi nell’alimentazione di popoli che non conoscevano l’olio, tanto meno d’oliva. In Val Venosta la produzione di formaggi di malga e cagliati era più radicata nella cultura locale grazie alla vicinanza con la Svizzera. Le malghe della Val Pusteria e dell’alta Valle Isarco erano invece note per il formaggio grigio, che veniva prodotto con lo scarto della produzione del burro. Anche per questo motivo veniva prodotto in casa.
Più che un singolo prodotto il termine Graukäse sta a indicare una famiglia di formaggi (i Sauerkäse), derivanti dal formaggio Hand (così chiamato perchè un tempo veniva modellatato a mano), il quale fu capostipite dei formaggi a coagulazione acida di latte magro. Da questo particolare tipo di lavorazione oltre al Graukase si ricavano il Quargel, Hartzkase, il Kochkase e altri ancora, dalla produzione tipicamente famigliare e con nomi che variano a seconda della zona del Tirolo.
Ha un’origine antichissima ed è forse il più magro dei formaggi: la materia grassa sul residuo secco non supera il due per cento. Viene prodotto lasciando semplicemente inacidire il latte avanzato dalla produzione del burro, senza far uso di caglio. Ne deriva una massa granulosa, da pressare in pani, in cui durante la stagionatura tendono a svilupparsi muffe grigio-verdi, dalle quali prende il nome. Per trovare i primi documenti scritti sulla presenza di questo formaggio di latte vaccino bisogna risalire almeno al 1325, e consultare i registri di Castel Badia (Sonnenburg), che per secoli ospitò un convento per le figlie della nobiltà locale. Ad esse spettavano le decime più golose, spesso in prodotti naturali, tra cui, ovviamente il Graukäse, e specialmente quello di Rio Bianco, considerato il migliore.

Un piatto di Graukase e cipolla oggi.
Negli ultimi decenni, l’invasione di formaggi di valle e di latteria ha relegato lentamente la produzione del Graukäse quasi esclusivamente all’ambito domestico, nei masi di montagna e in un paio di latterie sociali, che utilizzano però latte pastorizzato e fermenti.
Il Graukaese non ha crosta e la pasta si presenta marmorizzata, con nocciolo interno bianco-gesso che, a seconda del grado di maturazione, può diventare giallo e untuoso.
Ha un sapore amarognolo ed un aroma molto intenso; risulta un pò secco al palato e per questo motivo viene generalmente condito con aceto, e talvolta anche con olio ed erbe aromatiche, sale e pepe a piacere. E’ tradizione che il Graukäse venga mangiato così condito assieme a fette di cipolla bianca e a una pagnotta di segale, dopo un periodo di riposo affinchè il formaggio maceri per bene.

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Per la storia del formaggio in generale, ti consigliamo di cliccare su questo LINK

http://www.formaggio.it/la-storia/

 

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di Lorena Terenghi

Devo darmi una calmata, non è possibile che io non abbia freni quando vado ad acquistare la verdura…
Ho la fortuna di avere vicinissimo a casa un meraviglioso orto, gestito da una intera famiglia, con una piccola esposizione del raccolto giornaliero ma spesso e volentieri capita che sul banco non trovo quello che cerco quindi mi fanno aspettare un attimo e vanno a raccogliermelo al momento.
Alla fine, come sempre, accade che vado convinta di acquistare una determinata verdura e invece torno a casa con una cassetta piena. Colorata, profumata e freschissima..

 

 

 

Vai al link

http://www.bricioledisapori.it/2017/09/sfoglia-arcobaleno-con-carote-zucchine-e-pomodori.html

 

 

 

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