LOCANDA DI GEGE’ -ristorante-pizzeria- Località Montecchio Vesponi -Castiglion Fiorentino AR

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La Locanda di Gege’ 

 

pa1 Patrizio Gabutti per Mangiare bene

Località Montecchio Vesponi 34/34A
Castiglion Fiorentino
Italia

 

LOCANDA DI GEGE ..’ristorante-pizzeria……non so neanche se qualcuno ne ha accennato l’esistenza, .. ma credo di aver scoperto (grazie a un ns amico di Castiglioni) un posto fantastico neanche tanto lontano.. questo ristorante è situato ai piedi del castello di Montecchio a 3km da Castiglion F.no direzione Cortona.

Il menù è ricco ed è fatto tutto da loro.. e la titolare Rossana mi ha dedicato tanto tempo per spiegarmi il loro lavoro in cucina (dove c’è la sua sorella) e non vi dico la pignoleria per la scelta (la carne la prendono al Consorzio di Bettolle.. ) dei prodotti e l’esecuzione .. fanno i fritti in padella come una volta.. e perfino la decorazione per la panna cotta viene fatta con frutti veri al momento e non col top… siamo stati una sola volta e forse non è sufficiente per esprimere un ottimo giudizio, ma l’impressione è stata veramente entusiasmante, tanto che presto ci torneremo anche per sentire la pizza.. tutto ciò ci fa anche ben accettare l’unico punto debole e non condizionante : la vicinanza alla strada.

Infine i prezzi .. son sembrati adeguati per quanto detto ed anche per la generosità dei piatti.

 

 

Metti una domenica a pranzo…..

Iniziando i riti di preparazione alla Pasqua con un bel pranzo tradizionale, favoriti dal clima terso e primaverile (anche se ancora freddino) e su suggerimento disinteressato di un membro “anonimo” del gruppo (ndr. GRAZIE MINISTRO!!), oggi abbiamo prenotato alla Locanda di Gegè di Montecchio (Castiglione Fiorentino).

Inizio subito con una nota personale: se non me lo avessero suggerito sul gruppo non mi ci sarei mai fermata…..MAI!!

Il locale si trova ai piedi della collina di Montecchio, sotto il Castello Vesponi, proprio adiacente alla strada che conduce a Cortona ed appena si giunge in prossimità dello stesso si nota la scritta peggiore che io possa immaginare: << Menù turistico 10-12€>>!!

Ecco, ci sono cascata, questo è il solito locale acchiappa-turisti dove il cliente “pollo” viene spennato a dovere con cucina pseudo tradizionale e pessimi piatti già pronti!!

Eppure……avevo la garanzia delle recensioni positive…..la “raccomandazione” del nostro anonimo suggeritore….non poteva essere poi così male, no??!

Ok, ormai è fatta, cerchiamo di goderci la giornata e di portare a casa il risultato….calcisticamente parlando un dignitoso 0-0 sarebbe stato un risultato accettabile. Ma così non è stato…

Entriamo e subito le cose cambiano prospettiva: il locale è accogliente, caldo, raffinato ma non ostentato. Si respira aria di “casa parata a festa” con tutti i tavoli già apparecchiati, posate lucide, sottopiatti argentati, bicchieri spaiati, insomma la prima impressione non è male e migliora ancora quando ci accompagnano al nostro tavolo in “veranda con vista giardino”.

Dopo una prima accoglienza calorosa e cordiale, accompagnata da una entrare con focaccia ai pomodorini offerta dalla casa, si entra nel vivo della partita con gli antipasti: e subito piazzano un bel gol …..1-0 per loro!!

L’antipasto della casa (per 2 persone ma io direi anche 4), è una cascata di salumi, formaggi, sottaceti e crostini accompagnato da una marmellatina di melograni con scaglie di mandorle che da sola vale già il viaggio!!

Si prosegue con i famosi “fritti di Gegè” e ti si apre un mondo: si frigge tutto! Verdure (zucca, peperoni, melanzane e zucchine), polenta, patate e formaggio, tonno e olive, quennelle di peperoni piccanti e ricotta. Fritto leggero e non unto, saporito, stuzzicante, croccante, insomma veramente buono…..2-0 per i padroni di casa.

Anche i tempi per il pranzo sono da 10 e lode: non ti fanno fretta, non ti pressano per le prossime portate, una presenza discreta segue le varie fasi e attendono con pazienza ad ogni richiesta.

Arrivano i primi, la prima impressione visiva è che sono “grossi”: porzioni generose ed abbondanti, bella presentazione pulita, sughi ben differenziati gli uni dagli altri, pasta ruvida tirata a mano (e si vede)…..e qui mi fermo per una precisazione doverosa.

Solitamente, non me ne vogliano i ristoratori del gruppo, chi come me arriva da “fuori” impara presto ad apprezzare il ragù toscano: il soffritto, la carne trita, il pomodoro, come non amarlo? Dopo un poco, però, la “standardizzazione” delle cotture e delle fasi di preparazione rende il tutto un po’ troppo “normale”, già visto, già mangiato, e comunque perde di valore anche il tipo di carne utilizzato se tutto viene passato e ripassato nel tritacarne per ottenere una consistenza sminuzzata e indistinguibile le une alle altre. Peccato (maledetto tritacarne)…..

Qui, invece, no! Abbiamo volutamente preso piatti diversi, da cui una classifica che vi propongo (ovviamente del tutto soggettiva e personale):
– al 4 posto il ragù bianco di cinta senese
– al 3 posto il ragù di chianina battuto al coltello (e si vede!!)
– al 2 posto il ragù di cinghiale (denso, corposo e sminuzzato, non tritato!!)
– al 1* posto il ragù di nana ( con fegatini, pelle, ossa, e mancavano solo le piume)

Che dirvi: una goduria!! Che soddisfazione mangiare quei pezzetti di carne ben distinguibili, mangiare la pelle e i fegatini dell’anatra, scartare le ossa che inevitabilmente, frantumate dal coltello, sono rimaste nel piatto. Insomma 3-0 per la casa e non c’è storia che tenga!!

A questo punto, mi scuserà il Ministro, ma il sacrificio per il gruppo era troppo per dei poveri stomaci già provati: andava deciso…..o il dolce o il secondo…..e sebbene la tentazione di provare il fritto misto della casa ( coniglio, pollo, agnello, infarinati passati nell’uovo e fritti in padella…non in friggitrice!!), la tagliata, la brace mista e le tanto decantate bistecche abbiano fatto vacillare e tentennare più di un commensale, la truppa compatta si è immolata per il gruppo ed è caduta con onore davanti al carrello dei dolci….

E qui, dove cadi bene: panna cotta, tiramisù, cantuccini col vin santo, bavarese ai pan di stelle, tortino al cioccolato…..insomma 4-0 per loro, cappotto e fischio dell’arbitro!!

Giustamente il caffè ha chiuso degnamente la partita vinta dai padroni di casa, con la promessa di ritornarci al più presto per avere la rivincita e provare quel fritto misto di carne, di cui per ora solo la descrizione ha meritato la nostra attenzione.

Sul finale merita una menzione anche il conto: 9 commensali, 8 antipasti, 8 primi, 9 dolci, 2 caca cola grandi, 4 acqua, 1 bottiglia di rosso della casa, 4 caffè: tot. 210,00€.

Sicuramente ci ritorneremo, pronti alla prossima sfida e con 2-3 giorni di digiuno alle spalle…..chissà quali altre sorprese ci riserva la cucina di Gegè!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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