Eccellenze del territorio : Percorre l’Italia virtualmente

Google in collaborazione con Coldiretti, porta su Street View 5 paesaggi iconici del territorio nazionale, riconosciuti nel mondo per le loro produzioni tipicheuniche ed inimitabiliGoogle prosegue, dunque, nel suo impegno a sostegno del Made in Italy e delle eccellenze italiane, portando online 5 nuove collezionispeciali che sarà possibile visitare da subito su Street View:

●      Langhe del Barolo (vd. Foto 1Foto 2)

●      Paesaggio delle Arance di Sicilia (vd. Foto 1Foto 2)

●      Montalcino col suo Brunello (vd. Foto 1Foto 2)

●      La Maremma (vd. Foto 1Foto 2)

●      Altopiano Castelluccio di Norcia (vd. Foto 1Foto 2)

Sarà così possibile percorrere l’Italia virtualmente e immergersi in alcuni dei suoi paesaggi più belli: dai pendii delle Langhe di Barolo, passando per la naturaselvaggia e incontaminata della Maremma, la collina di Montalcino dichiarata nel 2004 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, lo spettacolare altopiano diCastelluccio di Norcia dove in primavera avviene la fioritura delle lenticchie, per poi finire a passeggiare tra gli aranceti della Sicilia.
A questo si aggiunge la possibilità per consorzi ed enti di promozione turistica di utilizzare le collezioni speciali di Street View sui propri siti, contribuendo così a promuovere le eccellenze del proprio territorio.

Street View è un’evoluzione di Google Maps che consente di esplorare il mondo attraverso fotografie panoramiche scattate a livello stradale.

Per accedere alle immagini, basta selezionare l’icona Street View e fare zoom sulla mappa. In pochi, semplici, clic è possibile spostarsi virtualmente sulla mappa ruotando la visuale a 360°.

Lo Shiraz / Syrah -WINERY- di Leonardo Valentini- prima parte

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Lo Shiraz / Syrah: Il racconto  d’una pianta e d’un vino antico, riscoperto nella valle del Rodano  ed esaltato da toscani e siciliani, ma anche da australiani ed africani (del sud). 1^ puntata

La regione di Fars dove i monti Zagros arrivano quasi al Golfo Persico, era nota con il romanico nome di “Ponte della Persia”. L’antico centro commerciale di Persepoli non esisteva più, ai tempi di Traiano ( che ci arrivo’ vicino), ma Shiraz ne aveva preso il posto. Oggi il suo nome è anche quello delle sue uve più nobili. Shiraz, a 1500 metri s.l.m. ma a soli 150 chilometri dal mare, aveva la giusta combinazione di fattori per diventare una località vinicola di successo: condizioni favorevoli per la coltivazione e luogo ideale per servire i mercati del “mare nostrum”, dei regni dei Parti-Sassanidi e della penisola indiana.  Nessuno sa da quanto tempo esistano questi vigneti. E’ possibile che abbiano avuto un’origine indipendente dalla preistoria, oppure che siano le ultime vestigia dell’influenza greca dai tempi di Alessandro Magno.  Al British Museum, c’e’ un bellissimo vaso sassanide del VI secolo d.c., che la dice lunga sull’importanza del vino in Persia, poco prima dell’avvento dell’Islam.: anche a Costantinopoli gradivano quel vino.

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Poi successe l’incidente:  l’unico versetto del Corano su cui si basa la proibizione del vino, fu dettato, secondo la prima tradizione orale, in seguito ad un incidente avvenuto a Medina, mentre i discepoli di Maometto erano riuniti a bere vino dopo una cena. Uno dei seguaci del Profeta, cominciò a recitare una poesia irriguardosa nei confronti della tribù locale, per cui un medinese “permaloso” prese un grande  osso appena sgranocchiato e colpì il commensale ferendolo. Maometto ne fu disturbato e chiese consiglio all’Onnipotente su come mantenere l’ordine tra i suoi discepoli. La risposta fu:” Oh Credenti, il vino ed i giochi d’azzardo, gli idoli e le tavolette divinatorie, sono infamie inventate da Satana. Evitatele, così che possiate prosperare… E cosi’ avvenne. Durante la sua vita, Maometto puniva con quaranta sferzate chi violava la sua proibizione di bere vino.  Le sferzate furono ottanta sotto uno dei suoi successori, Il Califfo Omar. Nel 636 l’esercito arabo conquistò la Persia e tutto il suo vino fu gettato via ( la scena si ripeté nel 1979 quando le cantine degli alberghi di Teheran furono saccheggiate e le loro riserve – ahimè – distrutte).  Ma ancora nell’’800 il poeta bacchico Abu Nuwas diceva che per i persiani il paradiso si chiama Khoullar, alludendo ad un villaggio vicino a Shiraz, che forniva vino ai califfi di Bagdad.  Di quel che avvenne, poi, dello Shiraz, si sa più poco, fino a quando, nel diciassettesimo secolo arrivarono i mercanti europei che fecero ottimi affari esportando il vino Shiraz verso i Moghul dell’India, trasportandolo in bottiglie ricoperte di paglia ( i primi fiaschi!).  La Persia produceva con orgoglio i suoi vini di Shiraz e della Battria e le comunità  cristiane ed ebree tenevano in piedi questa tradizione agricola. Gli stessi mercanti francesi, cominciarono ad impiantare le viti di Shiraz lungo l’alta valle del Rodano, accanto ad altri “cépage” che stavano lì fin dai tempi dei romani e poi dei monasteri.  Parigi era uno dei mercati più importanti già nel seicento. Ed i vini del Rodano volevano contrastare i concorrenti della Gironda nel vendere vino a Versailles.  Che un vitigno d’origine mediorientale fosse impiantato dai “galli” nella valle del rodano è noto fin dai tempi dei fenici e dei greci che fondarono Marsiglia, ma che fosse il vero Shiraz, non è provato. Sicuramente, fu l’imperatore l’imperatore Marco Aurelio Probo che, due secoli dopo la proibizione di Domiziano emessa nel 92 d.c. per difendere il vino italiano, permise nuovamente ai galli di piantare viti oltre le Alpi. Fu proprio nel terzo secolo, infatti,  che i vitigni dell’asia minore e siciliani, via Siracusa, rientrarono da Marsiglia, nella Gallia Narbonensis risalendo il Rodano.  In Francia c’è ancora chi ipotizza che il nome Syrah provenga proprio da Sira…cusa. Poi, dopo i secoli bui, furono i monaci a riprendere sistematicamente la coltivazione delle viti di Syrah ( ormai, aveva definitivamente cambiato nome), lungo il Rodano tra Avignone e Lione. I ceppi più ricercati, crescevano nella regione de l’Hrmitage, un centinaio di chilometri a sud di Lione, dove il fiume Isère si getta nel Rodano.  Fu un cavaliere francese, che, dopo le sue fatiche nelle crociate contro gli albigesi, ebbe il permesso da Bianca di Castiglia a stabilirsi in quella zona a coltivar le viti. Ancora oggi,  uno dei migliori vini del Rodano è l’Hermitage La Chapelle: un Syrah, lontano erede di quegli antichi ceppi impiantati da  Gasparre di Sterimberg, il “crociato pensionato”.

Ma torniamo al seicento ed ai mercanti francesi che riportarono i nuovi vitigni dalla Persia.  Il merito del “salto di qualità del Syrah del Rodano” fu senz’altro di un re di Francia figlio di una Toscana con sangue spagnolo ed austriaco.  Mi piace pensare che è per questo che oggi  il miglior Syrah del mondo si coltiva in Toscana ( eh, eh…). Il re era Luigi XIII figlio di Maria de’ Medici( il suo nonno paterno era Cosimo , primo duca di Firenze ). Accadde infatti che Luigi XIII assaggiò il vino della famosa zona dell’Hermitage .

Gli piacque talmente tanto, che dette l’ordine di farlo arrivare regolarmente a corte. E’ da quel momento che il Syrah del Rodano comincia a competere presso i re di Francia, con il Merlot ed il Cabernet della zona di Bordeax. Al tempo di Napoleone era il vino più costoso di Francia. Non solo, l’Hermitage prendeva regolarmente anche la via di Bordeaux ( la zona dove, miscelare il vino, è diventata un’arte sublime ), per essere mischiato coi vini prodotti nella Gironda. In quel periodo venne addirittura coniato il vocabolo “hermitager le Bordeaux”. Ma per i vecchi cloni di Syrah – e non solo per loro – era arrivata la peste dall’America.  Il devastante insetto della  Philloxera vastatrix fu notato per la prima volta a Lirac, nella valle del fiume Gard, nel 1864.  Dalla Francia la fillossera si espanse  rapidamente in tutta Europa, causando il più grave disastro agricolo dell’era moderna. In parte, i vecchi cloni di vite si salveranno, grazie a Monsieur Planchon di Montpellier, che individua l’origine americana della fillossera e verifica che secoli di convivenza hanno permesso alle viti americane di sviluppare efficaci armi di difesa . Verranno quindi effettuati i giusti innesti con radici di vite americana. La fillossera è sconfitta,  ma la mappa dei vitigni in Europa cambia completamente. Fu anche l’inizio della fortuna dei vini spagnoli editaliani, con i francesi che ci insegnarono a fare il Barolo ed i piemontesi che insegnarono ai toscani a fare il Brunello…ma queste son’altre storie.

( Syrah 2^ puntata : affaire…à suivre )

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Osteria 6centro Arezzo

 

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  • Cucina: Osteria contemporanea, Cucina toscana
  • Indirizzo: Via Cavour 6, 52100 Arezzo
  • Telefono: 0575 24419

 

Proprio nel centro storico di arezzo,  6 centro Osteria contemporanea ci è sembrato, ancora una volta, un locale d’atmosfera.

Ben tenuto e ben arredato, con un mix tra un locale di tendenza ed uno tradizionale. Pezzi di vero modernariato, si alternano con “legni” di campagna toscana, con un gusto particolare ed assai gradevole.

Subito si notano  l’accoglienza e tanti elementi estetici, con  luci azzeccate, con simpatici effetti, il tutto ti fa pensare, a ragione, di essere in un ristorante di buon livello. Quando sei seduto quest’effetto si evidenzia ancora di piu’, perchè senza essere pretenziosi, certi particolari si fanno davvero notare: dall’apparecchiatura al contenitore del menu’, il porta pane e dall’ottimo “saluto della cucina”, subito servito ( due pezzetti di polenta fritta con formaggio fuso), ed arrivato subito dopo la comanda.

Nelle foto vedete il menu’ che evidenzia un buon numero di piatti dove è possibile scegliere fra tante cose simpatiche ed anche con qualche portata ben distribuita di pesce. Tra la tradizione e la ricercatezza, si va dai pici fatti in casa con sugo di nana bianco, alle crépes ripiene di verdura e con sopra dell’ottimo tartufo.

I prezzi sono equilibratissimi per il cibo , il genere di locale ed anche il tipo si servizio; tutti sono affabili, con giusto atteggiamento, cosa che io noto sempre con piacere. Insomma con un primo ed un secondo, il dolce ( tutti fatti in casa) ed anche il caffè, con un litro e mezzo di vino della casa, abbiamo speso 30 €, che è un buon prezzo. Non dimentichiamo che abbiamo preso portate con tartufo, linguine al nero di seppia con altro pesce, agnello al forno, dolce (tutti fatti in casa), caffè.. ecc… Tutti piatti in genere che pesano sul conto.

Il cibo che abbiamo scelto è risultato buono, gustoso e ben impiattato.

Infine la prerogativa che io ritengo indispensabile nei ristoranti, che suddivido tra quelli dove si puo’ parlare e quelli dove non si puo’ parlare. Al 6 Centro…si parla ! Perchè ? Semplice, perchè i tavoli sono sistemati a giusta distanza gli uni dagli altri e senza quei “fittumagli” che spesso si notano nei ristoranti.

Dunque parlando con i tuoi compagni di cena, soddisfi anche uno dei motivi fondamentali  per cui si va a mangiare al ristorante, che non è solo quello di mangiare bene, ma anche quello di relazionarti con i tuoi amici, con i quali puoi anche tranquillamente confrontarti sulla qualità dei piatti, sulle prerogative del locale ed anche ( e non manca mai), un po’ di sano gossip !!!!! ahahahah

Concludendo…ci và andato ed anche tornato !!!!! Come in tutti i ristoranti che si segnalano nel nostro sito, naturalmente a parere di chi scrive ! !!!!!!!!!

Alla prossima dal vostro aff.mo Ministro del benessere & C.

Patrizio

 

 

 

 

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Tenimenti Luigi d’Alessandro, Borgo Syrah – Resort – degustazione vini – Cucina-Manzano-Cortona- AR

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Indirizzo: Localita’ Manzano, 15, 52044 Cortona AR
Telefono:0575 618667
Commento del nostro amico Leonardo Valentini:
 ” Non è necessario prenotare, ma consiglio comunque di chiamare Massimo Azzurro ( Hospitality Manager 335 7194789, oppure chiedere del Dr. Massimo Nati, carissimo amico mio ). Ho gustato tutti i loro grandi vini di Syrah ed i bianchi ( è un autoctono della valle del Rodano: il voigné) ne ho comprato abbastanza. Il resort è uno dei più belli che ho visto in Toscana e non solo. E’ sicuramente al livello di un Relais Chateau, ed è ancora pochissimo conosciuto. Non c’e’ ristorante ma potrai mangiare affettato insalata e formaggio per accompagnare la degustazione. Ti consiglio di vedere prima il sito “tenimenti d’Alessandro” oppure “borgo Syrah, Cortona”. E poi di andarci per arricchire il tuo pregevole sito. Si trova a un chilometro dall’Abbazia di Farneta andando verso Cortona. Un abrazo. Leo”


Tutto iniziò così… Leonardo Valentini, ci segnalò questo luogo e per la fiducia che ho in questo caro amico, ci siamo fidati fino in fondo ed abbiamo organizzato per il nostro gruppo FB, un’uscita, per così dire “di gruppo” e poichè molti del gruppo sono anche soci del Kiwanis Club di Arezzo, ci siamo uniti al club per trascorrere 4 ore domenicali assieme, che poi sono risultate ore stupende.
La fiducia che avevamo in Leonardo è stata riposta benissimo, infatti abbiamo trovato la conferma che lui aveva pienamente ragione.
Gli attuali proprietari, quelli che rilevarono la proprietà dai d’Alessandro, per intendersi, hanno dato un grande impulso all’attività, trasformando una villa e allargandola assai, facendola diventare uno stupendo Resort di grandissimo livello, in parte vendendo  degli appartamenti ( anche a stranieri) ed in parte gestendoli con affitti giornalieri e settimanali ecc…
Il Resort che ne è nato è anche dotato di palestra, centro benessere ed anche di una scenografica piscina grandissima, che è scenografica anche perché si affaccia in un panorama unico di vigne, campagne e boschi di rara bellezza.
E’ vero che il resort appare lussuoso, ma sinceramente un lusso di grande sobrietà, non imbarazzante, lineare, dove il moderno si associa benissimo alla tradizione agreste e non disturba affatto, anzi gli dona uno charme particolare e che fa stare molto bene, rilassati.
Forse abbiamo compreso anche la strategia dell’azienda, dato che certamente l’attività, per così dire alberghiera, ha un rendimento non paragonabile alla vendita del vino, che oggi ha dei costi che sono rilevanti per chi deve fare profitto solo con quello. Ma se il tutto si associa al fatto che nei terreni adiacenti, il Comune di Foiano, ha concesso a terzi,  la possibilità di realizzare un campo da golf da 18 buche, meglio si comprende la predetta strategia. Cioè la zona diventerà di grandissimo pregio turistico ed un polo di attrazione che non avrà uguali nella toscana del sud.
Ciò premesso, continuo nel dire invece che la villa originaria ha mantenuto, seppur con rinnovamenti consistenti, la propria destinazione agricola, perché è lì che si producono e si conservano tutti i prodotti delle vigne dei tanti poderi che circondano per più’ di cento ettari, la bella ed antica struttura, appunto i Tenimenti.
Dunque cantine moderne e ben organizzate, anche per la conservazione del vino di diverse specie, ma tutti  grandi vini di Syrah,
La villa, da quando esiste anche l’ Hospitality, è attrezzata per le degustazioni del vino.
Ma il vino va accompagnato col cibo e soprattutto un cibo adatto ai vini che vengono proposti, dunque, esiste anche la cosiddetta ” Osteria” o la …Cavallerizza… dove, su prenotazione, si possono avere circa una trentina di posti a sedere ed assaggiare cibi pre-concordati di ottimo livello.
Noi abbiamo preferito un Lunch piuttosto scarno ( che poi tanto scarno non era), con antipasto di salumi di Fracassi, di gran livello,
stracotto con patate arrosto, insalata a cm 0…, torta della nonna e vino special…Bianchi due tipi…Rossi tre tipi…
Ma a furor di popolo è piaciuto il  Rosso denominato…BOSCO !
Per me il migliore in assoluto.
Dopo aver  mangiato ( ed anche ben serviti..), un po’ concentrati.. sui vini, tutti quanti hanno ritenuto che lo stracotto ci ha dato lo spunto per dire….” ma quà, ci và ritornato “…
Comperati i vini e prese strade secondarie ( senza…”palloncini”)…siamo tornati a casa per un meritato riposino e ci siamo goduti la bella giornata !
Il vs Ministro del benessere
ps ..scusate se ho allegato tante foto…ma era necessario, il faut !!!!!

 

 

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Taverna dei Briganti – Ponte Caliano- Subbiano (AR)

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Taverna dei Briganti –  Ponte Caliano-Subbiano-AR

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Arrivando da Marino fa mercato, avete presente il ponte sull’arno per andare a Capolona? Bene, senza girare sul ponte tra le case, siete già arrivati al ristorante, subito lì, sulla destra.

Pensare che non lo conoscevamo, ma ci pensò Filippo, mio figlio, a dirmi che aveva mangiato uno stinco che parlava…stupendo.. ! Subito, uno scambio di informazioni, poi la prenotazione nel fine settimana e via…Infatti, filippo mi disse, babbo…ci va …andato !!!!!! ed io ci sono andato, anche per voi….!!!

Che dire, siamo rimasti tutti stupefatti per la bontà del cibo, la varietà e la gentilezza di tutti.

E pensare che il primo impatto è quello di un ristorante simpatico, ma niente di piu’,  un’ osteria di campagna un po’ così, un po’ kitsch, con un mix di anni 60 ed un po di rusticame, buttato in quà ed in là, insomma niente di chè…. Un locale che ti fa sorridere, buffo !!!

Ma sono passati pochi minuti per capire, vedendo i piatti passare dalla cucina verso i tavoli, che dentro la cucina c’era qualche cosa di speciale…Pare una cuoca super ! Noi però, non l’abbiamo vista..

Perchè super ? Semplice, questa cara signora o signorina cucina da dio, di tutto un po’. Dal pesce alla carne ..E poi l’occhio e la capacità del titolare fa il resto.

Il titolare, è simpaticissimo, è un ex orafo, o meglio incastonatore di pietre, che si è convertito alla ristorazione e sembra proprio che ci sappia fare, anche dai risultati : il ristorante è sempre pieno !

Il servizio fotografico che vi ho fatto è assai eloquente per comprendere anche cosa si mangia.

Gli antipasti sono serviti in apposite e scenografiche tavole di legno . Salumi da urlo ! Formaggi, bruschette, crostini e via così, tutto speciale !

Pasta fatta in casa o pasta artigianale di qualità, pesce freschissimo per spaghettate lussuriose di misto mare. Gamberi con pancetta… e via così. E la carne ? Ottima anche quella, dalla tagliata, allo stinco e non manca il maiale con la scamarrita ben accompagnata da contorni del territorio..

Dolci fatti in casa di ogni tipo…insomma un trionfo di gusti , buoni sapori e belle presentazioni, piatti serviti da personale simpatico, alla mano e assai disponibile.

Conviene prenotare, perchè, come dicevo, è sempre pieno !

Il prezzo, ho qualche difficoltà a dirlo, perchè i nostri piatti sono stati tutti  a base di tartufo e pesce , con dolce e caffè, vino del ..Palazzo … bianco e nero. € 35 , ma credo che tra 25 e 30 € si possa essere piu’ che soddisfatti, con piatti tradizionali belli e buoni davvero.

Insomma una bella scoperta per noi che non si conosceva. Un locale dove si mangia bene e si spende poco…una trattoria di quelle che ci piacciono e che ci fanno dire…quì ci va tornato !!!!  Lo faremo di sicuro, lo stinco lo abbiamo solo visto perchè abbiamo preso pesce, ma dalla faccia di quelli che lo mangiavano nei tavoli limitrofi….. va mangiato!!!!

A presto BRIGANTI !!!!!!! e Grazie !

Il vs Ministro del benessere….

 

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Mya Fiaschetteria-Osteria-Bar-Ristorante CESA

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  • Via Cassia, 87
  • 52047 Cesa, Toscana, Italy

Mya Fiaschetteria

Ristorante
Telefono 0575 842668
E-mail info@myafiaschetteria.it

 

Gabriele Bianconi, che, come me, è socio del Viola club Valdichiana e del gruppo FB Mangiare Bene, tempo fa, mi smessaggiò e mi parlò di un nuovo ristorante a Cesa, dal nome particolare, che resta impresso. Mya !!!!

Gabriele mi parlò anche di un’ottima cucina e cibo veramente genuino e che Veronica era davvero brava e determinata nel proprio lavoro.

Ho lasciato passare troppo tempo per farci una visita, Gabriele aveva proprio ragione, sia sulla qualità del cibo che su Veronica.

Siamo in centro a Cesa sulla statale per Foiano ed a 100m dal semaforo, Mya è un locale  completamente nuovo, moderno e direi multifunzionale, nel senso che è Bar, fiaschetteria, ritrovo e ristorante.

Prontamente Veronica mi ha riconosciuto ( già dalla telefonata…) e con tutte le addette, si è mostrata gioviale, misurata e  con grande desiderio di far bene. Si nota subito…, così come chi ci ha servito al tavolo ( eravamo 4 persone) e anche la cuoca elegantissima con giacca nera che è uscita un attimo dai “suoi” locali, forse per leggere  cosa le facce degli avventori  potevano esprimere. Anche lei con un gran sorriso compiaciuto, evidentemente perchè tutti avevano un espressione soddisfatta.

E come non essere soddisfatti da tutti quei sapori genuini dei cibi ben cucinati, ben serviti e impiattati con giusta cura.

Troverete di tutto, ottima la cucina del territorio, come la trippa al sugo.., primo con pasta fatta in casa, super i tagliolini con tartufo, ottima carne,  e dolci tutti fatti in casa. Non abbiamo trovato un difetto in nulla ! Anche il vino della casa ( di Frassineto..) è ottimo e lo conosco bene, perchè lo adopero anche in casa mia..

I prezzi sono ottimi e con 20-25 €, si mangia davvero, anche perchè le porzioni sono abbondanti. Guardate il menù e fatevi il conto, vedrete che non si superano mai soglie antipatiche.

Se passate da Cesa fermatevi a qualsiasi ora e se è l’ora dell’aperitivo sarete fortunati…guardare che esposizione di cibi….con un prosecchino.. avrete mangiato e parecchio bene !

Uscendo direte quello che abbiamo detto noi : ” brave ste citte, quì ci va assolutamente tornato ” !!!!!!!!!!

Ciao Veronica & C. , il Ministro tornerà presto…..

 

 

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